Il dramma di Gigliola
Morire a tre mesi ad Auschwitz

 gigliola-di Barbara Farnetani  –

 Era nata in Maremma, il 19 febbraio del 1944, all’interno del centro di raccolta degli Ebrei a Roccatederighi, ma la sua vita durò il tempo di un soffio, il tempo di un respiro, il tempo di un desiderio. Quello di sua madre, Berta della Riccia, che l’aveva attesa con trepidazione per nove mesi, come ogni mamma, quello di sua padre Natale Finzi.

 Barbara FarnetaniLa piccola Gigliola aveva solo tre mesi quando morì ad Auschwitz, trucidata nella maniera più atroce, seguendo lo stesso destino di tanti bambini, che quasi non fecero in tempo a scendere dai treni, il destino segnato dalla follia umana. Era il 23 maggio del 1944. Lei avrebbe meritato una culla morbida, come ogni bambino, calzette sferruzzate dalle nonne, il seno e gli abbracci della mamma, le ninne-nanne, i baci del babbo, feste di compleanno, torte e biscotti. E invece fu uccisa che era ancora una neonata, davanti agli occhi colmi di orrore dei genitori.

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Per ricordare Gigliola Finzi nella giornata internazionale della Memoria, a Roccastrada, verrà presentata un’installazione dal titolo “Pompei 1944 (la domanda di Gigliola)”. L’opera sarà donata, da alcuni artisti roccastradini, Renato Pisani e Antonello Mendolia, alla comunità ebraica di Livorno.

Elia Richetti

Elia Richetti

L’opera sarà presentata alla comunità roccastradina il 27 gennaio, a partire dalle 10.30, all’ex cinema di Ribolla, in un incontro a cui parteciperanno anche le scuole del territorio, oltre a Elia Richetti, rabbino del Tempio Ebraico di Milano, Francesco Limatola, sindaco del Comune di Roccastrada, Valeria Zoni, presidente della Pro Loco di Roccatederighi, Renato Pisani e Antonello Mendolia, autori dell’installazione, Giulio Stracciati, Franco Fabbrini, Piero Borri, trio strumentale chitarra, basso acustico e percussioni.

Durante l’incontro saranno letti brani tratti da “Se questo è un uomo” di Primo Levi e “La notte” di Elie Wiesel La traccia musicale dell’installazione è stata composta per l’occasione da Johannes Dimpflmeier.

(Giunco)

 

 

 

 

 

 

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