Il ghetto di Pistoia

piazzetta dell’Ortaggio

Piazzetta dell’Ortaggio

Non tutti sanno che a Pistoia, come in molti altri centri urbani, esisteva una zona in cui erano relegati gli ebrei che vivevano : un ghetto  chiuso da stretti cancelli e protetto da alti muri, in cui gli ebrei pistoiesi, che non potevano possedere degli immobili, vivevano separati dal resto della popolazione cittadina. Agli ebrei era permesso di praticare soltanto la professione medica, il commercio di abiti usati. 

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La comunità ebraica negli anni trenta a Pistoia

L’area del ghetto ebraico pistoiese si trovava compresa tra quelle che oggi sono via Roma, via di Stracceria, piazzetta dell’Ortaggio e Sdrucciolo dei Cipollini.

L’ingresso era da piazzetta dell’Ortaggio, dove ancora rimangono due stretti cancelli che oggi conducono a quelle sono normali abitazioni: ai tempi del ghetto uno portava a un pianterreno senza aperture verso l’esterno, e l’altro, tramite scale ripide e strette e un corridoio, conduceva a una corte interna che forse era il centro del ghetto stesso, caratterizzato da finestre piccole, soffitti bassi, mezzanini e piani asimmetrici, perché derivanti dall’assemblaggio di edifici differenti.

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Vi si esercitavano, spesso in clandestinità, mestieri e attività varie, si dormiva in spazi ristretti, si viveva, come si poteva. Eppure qui, come in tanti altri luoghi in cui vennero segregati, gli ebrei riuscirono a conservare le loro tradizioni e costumi, la loro cultura e la loro fede.

Così in questo ristretto ambito cucinavano i loro cibi, come il pane azzimo, le bisse e le torte di mandorle, osservavano i periodi di digiuno, festeggiavano le loro ricorrenze e pregavano. Ben nascosta, alta e rivolta verso Gerusalemme, avevano costruito anche una piccolissima sinagoga, dove svolgevano i riti della loro religione e si riunivano.

(NostraPistoia)

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