Il Golan non è un regalo…

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Trump ha annunciato che è “arrivato il momento di riconoscere la sovranità di Israele sul Golan” che Tel Aviv occupa dalla fine della guerra dello Yom Kippur (’74). Un regalo per Netanyahu che parla di passo “storico”. Questi può così offrire agli elettori israeliani, chiamati al voto in aprile, un’altra vittoria diplomatica, dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte degli Usa.

 Un regalo non del tutto disinteressato: se Netanyahu perde le elezioni del prossimo aprile Trump si priverebbe di un sponsor forse decisivo per le presidenziali del 2020, dato che il premier israeliano risultò tale alle presidenziali precedenti.

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Donald Trump

Non che i due siano in piena sintonia. La decisione di Trump di disimpegnare l’America dal Medio oriente e le sue aperture a Mosca suscitano disagio nel premier israeliano. Ma in entrambi i casi Netanyahu ha visto con soddisfazione il lavoro di contenimento svolto dal Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.

Sintonia nelle distanze, dunque, che ora vedono uno sviluppo a rischio, dato che tanti Paesi arabi hanno espresso la loro disapprovazione, mentre la Russia ha parlato di possibile “destabilizzazione del Medio oriente”.

Neanche la Ue ha seguito Trump, ma l’inquilino della Casa Bianca è abituato a giocare da solo.

 (Piccole note/ Giornale)

 

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