Il governo del cambiamento
Ma quando cambia
la politica nei confronti di Israele?

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Giuseppe Conte e Abu Mazen

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrerà lunedì 3 dicembre, alle ore 16 a Palazzo Chigi, il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas”. Questo l’annuncio domenica sul sito del governo. Peccato che Abbas sia “il presidente dell’Autorità palestinese”. Differenza non da poco, visto che anche quando è accolto all’Eliseo, oltre alla Casa Bianca, Abbas è presentato con quel titolo.

Lo “stato di Palestina” (ancora) non esiste. Non è solo una gaffe. Il governo pare avere un problema con Israele e la Lega di Salvini, che si è sempre detta amica dello stato ebraico, non è riuscita a imprimere la svolta che aveva detto di volere. Il 10 ottobre 2018, di fronte alla commissione Affari esteri della Camera dei deputati, un diplomatico iraniano, Alireza Bigdeli, ha detto: “Israele ha un ruolo distruttivo nella nostra regione, Israele è un paese che ha occupato la Palestina e con la guerra vuole mantenere la sua esistenza. Israele è una falsificazione, Israele è una cosa costruita, non è una cosa vera, originale. Nella nostra zona ci sono stati molti errori, il primo è stato la creazione di Israele”.

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La cartina geografica del Medioriente. Utile guardarla prima di un comunicato della Presidenza del Cnsiglio

Il 5 stelle ha consentito che in Parlamento entrassero i rappresentanti di un regime antisemita e che persegue la distruzione di Israele. Ci sono due tipi di “populismi” sulla questione di Israele. Uno molto favorevole a Gerusalemme e che accomuna oggi l’America di Trump, l’Austria di Kurz, l’Ungheria di Orban e l’olandese Wilders. E uno apertamente contrario a Israele e di cui fanno parte i 5 Stelle, lo spagnolo Podemos e il Labour di Corbyn. In una intervista col Washington Post a luglio, Salvini si disse d’accordo con Trump e la decisione di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele.

Il sottosegretario agli Esteri del 5 stelle, Manlio Di Stefano, era corso subito ai ripari: “La sede della ambasciate italiane è competenza della Farnesina”. A febbraio, rispondendo a una domanda di Yossi Bar, corrispondente in Italia della radio israeliana, Salvini disse: “Sono amico e fratello di Israele, avanguardia di democrazia”. Ma all’Onu, l’Italia sta votando compatta contro Israele. Adesso questo scivolone sullo “stato di Palestina”. Un vero governo del cambiamento.

(Foglio)

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