Il j’accuse del Revisore dello Stato
” Commessi troppi errori
nella guerra di Gaza”

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Più ombre che luci. Il duro dossier della Corte dei Conti israeliana sulla missione militare a Gaza del 2014 sta creando tensioni politiche a Gerusalemme. Il rapporto accusa il governo di Netanyahu di non aver chiarito davanti al gabinetto di sicurezza sia la strategia generale dell’intervento militare che la gravità della minaccia rappresentata dai tunnel sotterranei attraverso i quali Hamas condusse più volte attacchi contro i soldati israeliani. Il governo viene oggi anche accusato di non aver investito sufficienti risorse nel contrasto ai tunnel. Secondo il rapporto, la guerra, durata 50 giorni e con 74 morti da parte israeliana (cinque i civili), avrebbe potuto forse essere evitata ed è stata comunque troppo lunga. Quanto diffuso oggi rappresenta la seconda e la terza parte del rapporto stilato dal revisore dei conti Jospeh Shapira.

Joseph Shapira

Joseph Shapira

Una dura presa di posizione contro il premier, l’allora ministro della Difesa Moshe Yaalon e il capo di Stato maggiore Bruno Ganz: tutti ritenuti responsabili di una serie di errori nella preparazione e nella gestione del conflitto.
Non a caso il primo ministro ha subito reagito con un comunicato. «Il primo ministro Benyamin Netanyahu sostiene gli ufficiali e i combattenti dell’esercito israeliano in seguito al grande successo dell’operazione Protective edge», si legge nel testo che rivendica «l’uccisione di oltre mille terroristi e la distruzione di migliaia di missili».

Moshe Yaalon

Moshe Yaalon

Prova del successo, nota infine il primo ministro, è «la calma senza precedenti» di cui godono ora i residenti delle regioni meridionali vicino alla Striscia di Gaza non più bersaglio di missili.

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