Il lupo & l’agnello

Palestinians stand in front of a destroyed multi-story building was hit by Israeli airstrikes late Saturday in Gaza City, Sunday, May 5, 2019. Palestinian militants on Saturday fired over 200 rockets into Israel, drawing dozens of retaliatory airstrikes on targets across the Gaza Strip in a round of intense fighting that broke a monthlong lull between the bitter enemies. (ANSA/AP Photo/Khalil Hamra) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.]

di Ofer Sachs –
Un altro anno è trascorso. Qualcuno dirà semplicemente “ancora un anno”, qualcun altro dirà “un anno meraviglioso di enormi successi”, altri ancora diranno “un anno di nuove sfide”, e altri ancora infine diranno “un altro anno di ricordo”.

Ofer Sachs

Ofer Sachs

Questa meraviglia democratica chiamata Stato d’Israele non si ferma un solo attimo, e anche se, a volte, si ha una sensazione di stanchezza, o persino di perdita della speranza che pace e serenità possano mai giungere, questa stanchezza svanisce rapidamente, e al suo posto ritorna la speranza.
In questo giorno che precede i festeggiamenti per il 71esimo Giorno dell’Indipendenza di Israele, ci sono migliaia di famiglie in Israele e nella Diaspora, per le quali questo non è stato soltanto “un altro anno”.

Per loro è stato un anno di nostalgia, di solitudine e di domande lancinanti. Dal momento in cui si aprono gli occhi la mattina, fino a quando si chiudono la notte, e a volte persino nei sogni durante la notte, le famiglie dei caduti non conoscono tregua.

vv

E noi, che gli siamo così tanto debitori, cerchiamo di togliere, anche solo per un istante, un po’ del loro dolore che, per loro, si è trasformato in una vita all’ombra del lutto. Anche quest’anno sono giunti a Roma, e saranno anche a Milano, i rappresentanti di “Or la-Mishpahot” (“Luce per le famiglie”).

Questa meravigliosa attività mette insieme le famiglie dei caduti e la straordinaria comunità locale, creando un unico elemento completo.

I partecipanti alla delegazione, che hanno pagato il prezzo più alto che si possa pagare, ripetono sempre che, per loro, l’abbraccio che ricevono dai rappresentanti delle comunità ebraiche che incontrano, è un momento significativo e speciale, che dona loro forza per andare avanti. Per questo a voi tutti va il mio sincero ringraziamento.

Al termine del mio incontro con loro, qualche settimana fa a Roma, ho chiesto di pregare insieme, affinché non sia mai più necessario tornare qui nel segno del lutto. Purtroppo questa grande famiglia continua a crescere, e anche quest’anno vi si sono aggiunti altri caduti dell’IDF e altre vittime del terrorismo. Il cammino è ancora lungo e difficile.

Zachary Baumel con suo padre, Yonah

Zachary Baumel con suo padre, Yonah

Qualche settimana fa è stato riportato in Israele Zecharia Baumel, per dargli degna sepoltura dopo 37 anni dalla sua caduta nella terribile battaglia di Sultan Yaakub, durante la Prima Guerra del Libano.

La storia di Zecharia è la storia dell’intero popolo ebraico in scala ridotta. Nato a Brooklyn nel 1960, formatosi in una Yeshiva della sua città, e dopo la Aliyah della sua famiglia, ha proseguito nelle scuole israeliane e alla Yeshiva di Midrashiyat Noam. Dopo il congedo dall’esercito, fu ammesso agli studi di psicologia presso l’Università Ebraica di Gerusalemme.

Ieri sera la torre di controllo dell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv commemorava così l'inizio di Yom HaZikaron laShoah ve-laG’vurah, il Giorno del Ricordo della Shoah e dell’EroismoMa Zecharia non fece in tempo a iniziare i suoi studi. Scoppiata la guerra, fu arruolato assieme ai suoi compagni. Su una cartolina inviata ai suoi genitori, Zecharia scriveva: “Non vi preoccupate, va tutto bene. Ma mi sa che non tornerò a casa a breve”. Sono passati 37 anni. Yona, il padre di Zecharia, ha dedicato tutta la sua vita a far riportare a casa suo figlio. Ma non ha avuto la consolazione di vedere suo figlio posto in una degna sepoltura, perché è morto, col cuore infranto, nel 2009.

In questi giorni in Israele sta nascendo un nuovo governo. Il governo dovrà affrontare delle sfide interne ed esterne al Paese. Ma, senza dubbio, la sfida della sicurezza continuerà a essere in cima all’ordine delle priorità.

“Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà”. Così è scritto nel Libro di Isaia, al Capitolo 11. La sua profezia non si è ancora avverata. E fino ad allora, sta a noi continuare a vivere come se non dovesse mai realizzarsi, da una parte, e ad agire perché si realizzi, dall’altra.

Condividi
Ofer Sachs

Ofer Sachs

Ambasciatore di Israele in Italia