Il martirio dello scugnizzo

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di Giulio Meotti –

Vi racconto la storia di un piccolo immigrato dall’Italia di cui i nostri giornali tutti presi dal fascismo di ritorno non si sono occupati. È Matthew, il bimbo cristiano di otto mesi ucciso in chiesa nello Sri Lanka. Di lui parla il New York Times. In una stanza del Lady Ridgeway Hospital for Children, nella capitale dello Sri Lanka, Colombo, una bambina di 5 anni è tenuta sotto osservazione.

Quando l’attentatore suicida si è fatto esplodere durante la messa di Pasqua nella chiesa di San Sebastiano, uccidendo 100 persone, Diduni è stata scaraventata fuori da un banco con una tale forza da farle sanguinare i polmoni. Il fratellino, Matthew, era seduto a poche file di distanza, sulle ginocchia della nonna. Qualcuno raccolse il suo corpo senza vita e urlò: “Di chi è questo bambino?”.

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Due mesi prima, S. Dinesh Suranga Sanjeewe aveva trasferito la famiglia in Sri Lanka da Napoli, dove aveva lavorato per anni in una fabbrica di abbigliamento, crescendo in Italia Diduni, un’altra figlia e il bambino di 8 mesi. Il padre, che era rimasto in Italia mentre la famiglia era tornata nello Sri Lanka, appena gli dissero che c’era stato un attentato in chiesa si precipitò in aeroporto. Poi un’altra telefonata.

Il piccolo era morto. Non hanno ancora raccontato a Diduni di suo fratello. Fuori dalla casa una foto sfuocata mostra il bimbo in cravatta. Sorride. Ma di lui, di questo piccolo immigrato dall’Italia, i nostri giornali maniaci dell’immigrazione non si sono occupati. Ucciso a otto mesi soltanto perché cristiano.

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