Il messaggio di Israele

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Israele ha bombardato unità iraniane in Siria per due volte in meno di ventiquattr’ore e fin qui non è una novità, visto che a partire dal 2013 lo ha fatto migliaia di volte. Ieri però il comando delle forze israeliane ha annunciato i raid quasi in diretta. Di solito le operazioni militari di Israele in Siria non erano dichiarate in modo da evitare tensioni aggiuntive e la possibilità di una escalation. Per anni interlocutori maggiori come la Russia e l’America hanno tentato di negoziare sul fatto che l’Iran dovrebbe abbandonare le sue postazioni – e le sue ambizioni – in Siria, senza mai arrivare a nulla di concreto.

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Israele ha trattato con Mosca la creazione di una zona “deiranizzata” vicino al confine, ma a giudicare dai bombardamenti la trattativa non funziona.

Adesso Israele comunica i suoi raid aerei con informazioni esplicite a proposito dei bersagli iraniani colpiti e su Twitter pubblica persino messaggi sarcastici come una mappa del medio oriente segnata a pennarello per consigliare agli iraniani di stare dove compete loro, cioè in Iran.

Israele abbandona ogni pretesa di segretezza per lanciare un messaggio a molti: all’Iran, al presidente siriano Bashar el Assad, al presidente russo Vladimir Putin e a quello americano Donald Trump.

epa07264568 Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu opens the weekly cabinet meeting at his Jerusalem office, 06 January 2019.  EPA/GALI TIBBON / POOL

Benjamin Netanyahu

Non consentiremo che l’Iran sfrutti la guerra civile e trasformi la Siria in una piattaforma militare per colpire Israele da distanza ravvicinata. Abbiamo informazioni dettagliate su tutto quello che succede al di là del confine, vediamo gli iraniani che portano armi e costruiscono avamposti e non possiamo tollerarlo. I nostri aerei riescono a penetrare i supposti “impenetrabili” sistemi di difesa aerea consegnati dalla Russia alla Siria. Infine, il fatto che l’Amministrazione Trump stia abbandonando le sue posizioni in Siria non cambia la nostra posizione, anzi, la rafforza: abbiamo il diritto di difenderci.

(Foglio)

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