Il ministro che in guerra
faceva la spia all’Iran

Gonen Segev

Gonen Segev

  di Giordano Stabile –

Un ex ministro, con un passato turbolento, che si era messo al servizio degli ayatollah e vendeva informazioni riservate accumulate nei suoi anni al servizio dello Stato. Una trama da spy story che si è rivelata fin troppo vera e ha portato all’arresto di Gonen Segev, già ministro dell’Energia negli Anni Novanta ed ex parlamentare di centrodestra. Dovrà rispondere ad accuse gravissime, «trasmissione di informazioni al nemico in tempo di guerra e spionaggio contro lo Stato di Israele», roba da ergastolo.

Giordano Stabile

Giordano Stabile

La storia è anche fonte di imbarazzo per la stessa Israele. Il Mossad ha messo a segno a gennaio un colpo da maestri, si è impadronito di tonnellate di documenti riservati sul programma atomico iraniano, poi usati in una campagna mediatica che ha influito anche sulla decisione di Donald Trump di ritirare l’America dall’accordo sul nucleare. Ma mentre gli agenti infiltrati a Teheran riuscivano a trafugare il materiale c’era un doppiogiochista di altissimo livello che passava informazioni ai Pasdaran.

Gonen Segev and The Oslo Accords

Gonen Segev all’accordo di Oslo

Secondo la ricostruzione dello Shin Bet, i Servizi interni israeliani, Segev «è stato reclutato dall’Intelligence iraniana ed è diventato un loro agente». Non è chiaro da quanto collaborasse, ma di certo «era in contatto con funzionari dell’ambasciata iraniana» e in seguito ha visitato la Repubblica islamica per incontri con i suoi «manipolatori». Secondo lo Shin Bet ha fornito «informazioni relative al mercato dell’energia, siti di sicurezza in Israele, edifici e funzionari di organismi politici e di sicurezza». Segev è stato fermato dopo essere stato respinto all’ingresso in Guinea equatoriale a causa della sua fedina penale, e poi estradato in Israele. È stato messo in stato di accusa venerdì.

img842251Ex capitano dell’esercito, ha militato nei partiti di centrodestra Tzomet e Yiud, ed è stato ministro per l’Energia e le Infrastrutture nei governi Rabin e Peres. È già stato processato per droga, frode e commercio illegale di materiale elettronico. I suoi legali hanno ribattuto che la maggior parte dei dettagli delle accuse erano riservate, e il poco che era stato rilasciato dava un’impressione fuorviante: «Tuttavia dal contenuto del foglio di addebito emerge un quadro diverso». Gli avvocati non smentiscono però i contatti con il nemico numero uno di Israele.

(Stampa)

 

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