Il nemico dentro di noi

epa04863837 A handout picture made available by the presidential official website shows Iranian President Hassan Rowhani (R) greeting EU foreign policy chief Federica Mogherini (L) at the presidential office in Tehran, Iran, 28 July 2015. EU chief diplomat Federica Mogherini arrived in Iran on 28 July where she is scheduled to meet President Hassan Rowhani and Foreign Minister Mohammad Javad Zarif just two weeks after she helped close the deal that aims to settle a long-standing dispute over Tehran's controversial nuclear program and end its diplomatic isolation.  EPA/PRESIDENTIAL OFFICIAL WEBSITE/HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Federica Mogherini e Hassan Rouhani

di Gianpaolo Santoro 

“Non ho visto da parte di Netanyahu argomenti che provino una violazione da parte dell’Iran di un accordo che  fu creato proprio perché fra le parti non c’era la fiducia”. Questa dichiarazione non è di Mohammad Javad Zarif, ministro degli Esteri iraniano. E neanche di Ali Khamenei, la Guida Suprema, la massima autorità politica e religiosa o di Hassan Rouhani, il presidente.

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Benjamin Netanyahu e il nucleare iraniano

A dirlo è stata la nostra rappresentante, Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea: cioè ha parlato a nome di tutti noi, di questo Occidente sempre meno Occidente, dove gli ebrei si chiedono sempre più incessantemente se possono avere ancora un futuro in Francia, dove in Germania basta girare con una kippah per rischiare molto seriamente di essere aggrediti; dove a Bruxelles la storica leader della comunità ebraica Betty Dan ha deciso di fare le valigie e lasciare il paese per tornare in Israele, dopo i 130 attacchi antisemiti. “Fino a qualche anno fa erano i pensionati a partire per tornare a casa. Oggi sono le coppie con figli, vendono casa e lasciano tutto. Hanno paura…”

A handout picture made available by the presidential official website shows, Iranian President Hassan Rowhani visiting Bushehr nuclear power plant in the city of Bushehr, southern Iran, 13 January 2015.     ANSA /PRESIDENTIAL OFFICIAL WEBSITE /HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Hassan Rouhani e le bugie sul nucleare

E questa l’Europa che stiamo costruendo, dove non si espelle nessuno anche se è clandestino, dove ci fanno sentire “colpevoli” se vogliamo il crocifisso nelle aule scolastiche o se non vogliamo abolire il maiale dalle mense, se difendiamo la Carta dei Diritti Umani compilata dall’Onu e non la vogliamo  sostituire con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba e dove la democrazia non è Satana. Purtroppo potremmo andare avanti all’infinito.

Tornano alla mente, incessanti, implacabili, profetiche le parole di Oriana Fallaci “…il nemico non è affatto un’esigua minoranza. Il nemico ce l’abbiamo in casa. Ed è un nemico che a colpo d’occhio non sembra un nemico…”.

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Federica Mogherini, miss Pesc

Un nemico che non sembra un nemico. Già. Com’è possibile che ogni volta che ci troviamo ad un bivio importante, decisivo, finiamo per ritrovarci sempre dall’altra parte, da quella sbagliata? Quando Donald Trump decise di impugnare questo scellerato accordo sul nucleare iraniano ricordate le parole della Mogherini?  “L’accordo non è un accordo bilaterale, non appartiene a nessun singolo Paese e non è facoltà di nessun singolo Paese mettergli fine perché è stato unanimemente approvato dall’Onu. Non possiamo permetterci di mettere fine a un accordo che sta dando risultati”.

capitale iraniana opportunamente nota come Piazza Palestina.

Therano, l’orologio della morte

Si, Alto, anzi, altissimo rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, davvero grandi risultati, abbiamo scoperto quali. Armare un regime sanguinario con bombe atomiche, l’incubo di una nuova Hiroshima. Dove si contano i giorni, miss Pesc, che mancano alla distruzione di Israele, con un orrendo orologio che scandisce la morte situato a piazza Palestina a Theran. Parole al vento per l’Europa. ” L’accordo sul nucleare – ha detto ancora la Mogherini –  non è basato su buona fede o fiducia, ma su impegni concreti, meccanismi di verifica e una rigido monitoraggio dei fatti che certificano come l’Iran rispetti pienamente i patti”. Un patto col diavolo, forse…

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista