Il piacere di sbattere
la porta in faccia
a Federica Mogherini

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Benjamin Netanyahu e Federica Mogherii

di Gianpaolo Santoro –

Ha trovato la porta chiusa. Se possibile sbattuta letteralmente in faccia. C’era da aspettarselo. Con le sue scelte di politica mediorientale, come quella di guidare il fronte a favore del mantenimento pieno dell’accordo nucleare con l’Iran e la totale contrarietà al trasferimento dell’ambasciata Usa  a Gerusalemme, il ministro degli esteri dell’Ue viene ormai apertamente considerato un personaggio ostile ad Israele.

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Federica Mogherini

Ma che cosa è successo? Federica Mogherini (attualmente si trova in Giordania) era stata invitata a parlare alla conferenza del Global Forum della Commissione ebraica americana a Gerusalemme. E nell’occasione aveva chiesto di poter incontrare Netanyahu, molti gli argomenti importanti in agenda. Una richiesta prontamente rispedita al mittente. “È stata invitata da un’organizzazione filo-ebraica alla loro conferenza, e non da Israele…” Niente da fare insomma, non abbiamo nulla da dirci. Alla Mogherini, per cercare di ammorbidire la figuraccia, non è restato altro da fare che annullare anche la partecipazione al Forum “per sopravvenuti impegni”, che poi “sono stati sopravvenuti rifiuti”… Per la ministra col velo, una bocciatura senza appello.

Sigmar Gabriel

Sigmar Gabriel, una sedia vuota e una testa vuola

Israele è un Paese limpido, chiaro, trasparente. Anche nelle relazioni diplomatiche. Senza tanti fronzoli, senza paura di eventuali “sgarbi”. Con la Mogherini si è tenuta una posizione simile a quella avuta  con l’allora ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel che dopo aver sfrontatamente dichiarato “a Hebron c’è un regime da apartheid per il quale non c’è alcuna giustificazione…” ed aver incontrato i rappresentanti delle ong dichiaratamente anti governative israeliane B’Tselem e Breaking the Silence  aveva chiesto anch’egli un incontro con Netanyahu. Un incontro che non c’è mai stato e passato alla storia con la foto di Gabriel desolatamente solo e una didascalia velenosa “Una sedia vuota e una testa vuota…”

 

 

 

 

 

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista