Il popolo ebraico ricorda

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di Dror Eydar –

Il popolo ebraico è un popolo che ricorda. La memoria è una questione essenziale per noi; una parte profonda del segreto della nostra esistenza nella storia. Questo ricordo costante ha reso gli ebrei testimoni eterni dell’umanità.Che cosa saremmo stati senza memoria? Solo perché abbiamo ricordato Gerusalemme negli ultimi duemila anni, siamo finalmente riusciti a farvi ritorno nelle ultime generazioni, e a farvi rinascere un nostro stato indipendente.

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Dror Eydar

Eravamo qui al culmine dell’Impero romano, di cui oggi non resta altro che monumenti storici, e siamo rimasti vivi e vegeti, per poterlo raccontare, come una sorta di filo che collega il passato al presente. Siamo stati tra i bizantini e nelle terre dell’Islam; c’eravamo quando fu creata l’Inquisizione, e al tempo dell’espulsione dalla Spagna.

Abbiamo assistito al consolidamento dell’Europa, e contribuito alla prosperità della civiltà occidentale. Siamo stati in Germania per mille anni. Siamo stati testimoni della unificazione dell’Italia, e anche contribuito ad essa. Abbiamo assistito alla ascesa del Fascismo, alla promulgazione delle Leggi Razziali, fino alla collaborazione con i Nazisti, nel cui contesto migliaia di ebrei italiani furono deportati verso la morte.

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Anche nei campi della morte, gli ebrei hanno continuato a sperare. Ripetevano l’antica promessa: “L’anno prossimo a Gerusalemme”; e se non loro, lo hanno fatto i loro discendenti. Ma il fatto che il popolo ebraico ricordi, non garantisce un futuro migliore per l’umanità. Per fare questo, anche il mondo deve ricordare.

Ancora oggi, l’antisemitismo torna a serpeggiare pericolosamente nel cuore dell’Europa, e nel resto del mondo, spesso mal camuffato sotto le nuove spoglie dell’antisionismo. È importante mettere in chiaro che l’opposizione all’esistenza di uno stato ebraico indipendente è anche antisemitismo. È stato riaffermato chiaramente e ripetutamente anche dal presidente emerito Giorgio Napolitano e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ed è appena stato implicitamente ribadito anche dall’attuale governo italiano con l’adozione ufficiale della definizione di antisemitismo dell’IHRA.

L’odio di oggi verso gli ebrei o verso Israele è fondamentalmente un’avversione al ritorno del popolo ebraico alla storia, e al ritorno degli ebrei a Sion. Questo è il significato profondo dell’antisionismo: opposizione al ritorno degli ebrei a Sion. E questo è antisemitismo.

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Napoli contro l’antisemitismo

La Memoria per noi non è pertanto solo il ricordo di qualcosa di passato, ma una continua sfida presente, che ci richiede quotidianamente l’impegno di fare i conti con la realtà che ci circonda. E per questo, chi ha a cuore il futuro dell’umanità, dovrebbe avere a cuore anche di preservare la memoria della Shoah.

Grazie pertanto a alla Comunità ebraica di Napoli e alla Federazione Italia-Israele, poiché eventi come il vostro di Napoli, (e come tanti altri programmati questo mese, in Italia e nel mondo) sono volti proprio a preservare la memoria umana, per assicurare che ciò che è accaduto, non si ripeta.

Lo Stato di Israele compartecipa a queste azioni in tutto il mondo, e apprezziamo profondamente l’investimento del popolo italiano, del governo italiano e delle amministrazioni locali, per coltivare in maniera costante questa memoria.

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