Il presidente dei rabbini europei
“Ora i problemi d’antisemitismo
vengolo soprattutto da sinistra”

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Pinchas Goldschmidt, presidente della Conferenza dei rabbini europei (CER) e Yoni Kempinski

di Yoni Kempinski –

“Siamo davanti ad un fenomeno completamente nuovo –  ha detto il  rabbino Pinchas Goldschmidt, presidente della Conferenza dei rabbini europei (CER)  – Negli ultimi anni nessun ebreo è stato ucciso dai neonazisti in Europa. Questa è la verità ed è il dato da cui ripartire. Oggi i maggiori problemi li abbiamo dalle sinistre, questa è la grande novità sul fronte dell’antisemitismo“  

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E che cosa si pu fare davanti a questa nuova realtà?

“Oggi abbiamo  degli attacchi alla libertà religiosa, contro la shechita (macellazione rituale) e la bris milah (circoncisione). Sono molti i fronti aperti.  stiamo combattendo. Stiamo combattendo ma a  non è una lotta facile. La cosa principale è ottenere supporto dalle nostre comunità e dai nostri alleati. Noi ebrei abbiamo vissuto in Europa per oltre mille anni e nessuno ha detto una parola su bris milah . Ora non è più così.”

Ma che cosa è successo per questo cambio di scenario?

“La causa è l’immigrazione di milioni e milioni di persone dal Medio Oriente. E’ molto semplice.”

Ma è così grave?

“Si ora è diventato un vero gigantesco problema.  Se non facciamo nulla, è possibile che in molti paesi d’Europa, la bris milah sarà proibita. E questo automaticamente rappresenterà la fine di una comunità ebraica organizzata in quelle città e paesi”

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Pinchas Goldschmidt

Quali sono le vostre richieste delle Comunità ebraiche?

“Molti europei affermano che” l’Europa senza ebrei non è l’Europa. La Francia senza ebrei non è la Francia. Va bene, ma se è davvero così fai qualcosa per dimostrarlo. Ed invece che cosa dice la Francia? “Non permetteremo agli ebrei di mangiare carne. Non permetteremo agli ebrei di praticare la loro religione”. E allora vuol dire che sono solo chiacchiere”

E ad Israele che cosa avete da chiedere?

“Prima di tutto, di fare un governo. E poi un Ministro degli Affari della Diaspora.”

(Arutz Sheva)

 

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