Il pugno che divide

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di Miriam Massone –

Nel giorno dell’orgoglio Lgbt, con quel claim #NessunDorma che esorta a «rimanere vigili sul tema dei diritti», ci pensa Angelo Pezzana a (ri)svegliare la polemica. Il fondatore del «Fuori!», primo movimento gay italiano, non ha digerito il controverso simbolo scelto per il Piemonte Pride, un pugno chiuso, provocatorio e colorato, «simbolo di una lotta contro le sopraffazioni di cui siamo ancora vittime ogni giorno» ha spiegato Alessandro Battaglia, del coordinamento Pride.

Miriam Massone

Miriam Massone

Ma pur sempre un pugno, che a Pezzana «ricorda i regimi comunisti, dall’Urss a Cuba, dove gli omosessuali erano perseguiti, uccisi: proporlo oggi significa dimenticare le istanze libertarie e riformatrici del movimento Lgbt».

Angelo Pezzana

Angelo Pezzana

Ecco perché lui oggi non sarà alla sfilata arcobaleno, in partenza alla 16 da via San Donato, angolo piazza Statuto. Il corteo, al quale hanno aderito 25 associazioni, proseguirà verso piazza Vittorio, lungo le vie del centro: vietata la vendita e il consumo di bibite in contenitori di vetro o metallo dalle 12 alle 24.

Non ci saranno nemmeno le organizzazioni di matrice cattolica o comunque religiose invitate in nome di una «santa alleanza tra tutti quelli che da anni lavorano per aiutare gli ultimi». Voleva essere una sorta di preghiera laica e collettiva rivolta soprattutto ai migranti. Ma non sono arrivate adesioni.

Chiara Appendino nel giorno dell'iscrizione all'anagrafe del figlio di due madri -

Chiara Appendino nel giorno dell’iscrizione all’anagrafe del figlio di due madri –

Presente invece la sindaca Chiara Appendino. La sua scelta di registrare all’anagrafe i bimbi di due mamme «ha avuto una valenza politica importantissima – sostengono Battaglia e Maria Grazia Sangalli e Marilena Grassadonia, rispettivamente presidenti di Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno -: la sindaca ci ha detto poi della costituzione di un tavolo tecnico, all’interno della Commissione Pari opportunità di Anci. Iniziativa portata avanti dall’assessore Giusta, insieme ad altri assessori di importanti città, per approfondire le questioni legate alle registrazioni e alle trascrizioni dei certificati di nascita» . In ogni caso ai politici il Pride ha chiesto quest’anno un passo indietro: non reggeranno loro lo striscione d’apertura. Un modo per dare più visibilità agli attivisti.

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