Il rais dei sunniti

di Niram Ferretti –

Il rais turco Erdogan procede impunito nelle sue operazioni, senza che nessuno gli metta i bastoni tra le ruote. Nè l’Europa, che politicamente non è in grado di contrapporgli nulla, nè gli Stati Uniti che si girano dall’altra parte. Nel quarantaseiesimo anno dell’occupazione illegale di una parte di Cipro Erdogan costringe un caccia greco vicino all’isola greca di Castelrosso ad allontanarsi “dal territorio turco”.

Niram Ferretti

La Grecia arretra. Erdogan no. Cipro è stata colonizzata dai turchi nel 1974. Sull’isola ci sono 40,000 militari turchi in pianta stabile. L’ingresso di Cipro nella UE nel 2004 non è servito a nulla.

Ora Erdogan, dopo avere rislamizzato Santa Sofia, dichiara, con una sfrontatezza pari alla sua arroganza, che i greci ciprioti devono riconoscere ai turchi ciprioti uno statuto di parità. Nel frattempo estende i suoi tentacoli sopra il mar Rosso. La ricostruzione sull’isola sudanese di Suakin dell’antico porto ottomano è il prezzo che il governo sudanese paga alla Turchia per il suo copioso investimento in infrastrutture.

Recep Tayyip Erdogan

In Somalia c’è un’altra imponete base militare turca. La Turchia è presente in Siria e in Iraq e in Libia e non fa mistero di volersi porsi come guida del mondo islamico sunnita.

Si è creduto, illudendosi alla grande, che il mondo post bellico, quello emerso dall’ultima grande guerra, potesse mantenere l’equilibrio e l’ordine unicamente sulla base dei trattati e delle istituzioni sovranazionali, respingendo per sempre nel passato l’uso della forza.

Tuttavia, senza la minaccia concreta della forza nei confronti di chi la usa vedendo che nessuno lo contrasta, gli Erdogan avranno gioco facile. Come scriveva Machiavelli nell’immortale “Il Principe”:

“Li uomini hanno meno rispetto ad offendere uno che si facci amare che uno che si facci temere; perché l’amore è tenuto da uno vincolo di obbligo, il quale, per essere gli uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto: ma il timore è tenuto da una paura di pena che non abbandona mai.”

 

 

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