Il risveglio di Shuva
Il sorriso della vita

Shuva

Shuva circondata dai famigliari

di Adir Amon –

La vicenda di Shuva Malka, la ragazza di 18 anni accoltellata nove volte mentre si stava recando all’università  da un terrorista palestinese ad Afula, una città situata in Galilea nel Distretto Settentrionale aveva colpito subito tutti. E non solo a Migdal HaEmek, la sua cittadina natale, ma  tutta Israele.

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L’efferatezza dell’assalto, la violenza, la furia omicida che aveva guidato il terrorista palestinese di turno, Nur a-Din Shinawi appena vent’anni, fotografano in modo perfetto, che cosa significa “vivere in Israele”, dove la vita può a volte essere appesa ad un filo, dove il pericolo ed il terrore può essere ad ogni angolo, in ogni piazza. QUando, insomma, si è costretti a convivere con il terrorismo. Shuva venne subito trasportata d’urgenza in ospedale “E’ stato un miracolo” si disse, “un vero miracolo che sia ancora viva…”

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Il primo soccorso a Shuva

Ma quello che non si sapeva è che la ragazza era andata in coma: la sua battaglia con la morte è durata circa una settimana, poi finalmente la notizia che apre il cuore: Shuva si è svegliata, con un sorriso sulle labbra. Un sorriso di speranza. Dopo questo risveglio possiamo dire davvero che  “ora il miracolo è completato”.

Eli Barda

Ora si chiede giustizia. Il primo a farlo è stato Eli Barda, sindaco di Migdal HaEmek.  “Siamo rimasti scioccati nel sentire che è una ragazza della nostra comunità è stata barbaramente assalita colpita da un delinquente, e sono certo che ora sarà fatta giustizia nei suoi confronti e della sua casa. ”

 

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