Il ritorno dell’orso russo

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di Mor Altshuler –

Timeo Danaos et dona ferentes, “temo i greci anche quando recano doni”. Con queste parole, Laocoonte mise in guardia i troiani contro i piani dei greci. Ma i troiani ignorarono l’avvertimento e portarono il cavallo di legno, dono dei loro nemici, dentro la città. Quella notte, i soldati greci uscirono dal ventre del cavallo e fu la fine di Troia (così Virgilio nell’Eneide, Libro II). L’avvertimento di Laocoonte è diventato il simbolo della diffidenza con cui si deve avvicinare il proprio nemico quando ti ricopre di favori, e mi risuonava nella testa ogni volta che il primo ministro d’Israele veniva calorosamente accolto al Cremlino.

Mor Altshuler

Mor Altshuler

Il presidente Vladimir Putin ha tributato abbondanti onori a Benjamin Netanyahu e il governo israeliano ha considerato come “missione compiuta” il coordinamento tra le Forze di Difesa israeliane e l’esercito russo. Ma la parvenza di armonia e interessi comuni è andata in frantumi quando un aereo da ricognizione russo è stato abbattuto dai siriani.

E’ giunto il momento di riesaminare le cose e rendersi conto che l’orso russo, 45 anni dopo essere stato cacciato dal Medio Oriente nella guerra di Yom Kippur, è tornato a minacciare Israele.

SINAI DESERT, EGYPT - OCTOBER 25: (FILE PHOTO) Israeli tanks cross a bridge built by Israeli troops over the Suez Canal October 25, 1973 in the Sinai Desert during the Yom Kippur War. Israeli Prime Minister Ariel Sharon, then an army general, refused to rule out another surprise attack similar to the one launched by the Arab armies when they struck against Israeli troops in the Sinai Desert and Golan Heights on the holiest day of the Jewish calendar on October 6, 1973. (Photo by Ilan Ron/GPO/Getty Images)

L guerra dello Yom Kippur War, il canale di Suez

Allora come oggi, la Russia non è un alleato di Israele e i russi non sono la soluzione: sono il problema. Poiché in Siria la fanno da padroni, gli eserciti iraniano, siriano e Hezbollah non possono rafforzarsi se non sotto l’egida dei russi. Pertanto il coordinamento sulla sicurezza, a difesa del quale il comandante dell’aviazione israeliana è stato precipitosamente spedito a Mosca, potrebbe rivelarsi una trappola: lo strumento per tenere buono Israele finché “l’asse del male” non avrà stabilito una presenza militare in Siria e in Libano tale da sbarrare completamente i cieli alle forze aeree israeliane.

Lincontro della delegazione militare israeliana con i unzionari russ a Mosca del 20 settembre-2018-1024x640

L’incontro del 20 settembre a Mosca della delegazione militare israeliana con i funzionari russi

Una situazione inquietante è anche quella che si sta creando nella Siria occidentale. I russi hanno stabilito una grande base militare e navale a Tartus, sul Mediterraneo. Nel giro di tre anni, la marina russa si è avvicinata agli impianti israeliani di gas naturale, e questo potrebbe trasformarsi in una concreta minaccia. Il controllo navale russo nel bacino del Mediterraneo orientale potrebbe minacciare non solo la produzione di gas naturale, ma anche la sua commercializzazione: il progetto per la costruzione di un gasdotto che porti il gas dalla costa israeliana, attraverso Cipro, verso Grecia e Italia potrebbe diventare ostaggio di Putin.

L’oleodotto T da Kirkuk a Tripoli del Libano, e il ramo H verso Haifa (allora nel Mandato Britannico sulla Palestina), in una mappa del 1937

L’oleodotto T da Kirkuk a Tripoli del Libano, e il ramo H verso Haifa (allora nel Mandato Britannico sulla Palestina), in una mappa del 1937

L’asse russo-iraniano, la cui esistenza viene ufficialmente negata, si sta spostando anche verso est. I russi e gli iraniani hanno oggi il controllo di gran parte dell’itinerario del vecchio oleodotto T, che venne posato negli anni ’30 lungo centinaia di chilometri, da Kirkuk in Iraq fino al porto di Tripoli, in Libano, con un secondo ramo, l’oleodotto H, che raggiungeva anche Haifa. L’oleodotto ha smesso di funzionare da decenni, ma la strada che venne allora asfaltata viene oggi utilizzata dagli iraniani per portare armi e combattenti in Siria e in Libano.

Putin e Netanyahu

Putin e Netanyahu

La domanda chiave è se Putin stia pianificando di utilizzare quella strada per portare il petrolio dall’Iran attraverso l’Iraq e la Siria fino al porto di Tartus per poi commercializzarlo in Europa in forma “anonima”. La contiguità territoriale di Russia e Iran sulla linea T potrebbe rivelarsi un modo per eludere l’embargo imposto dagli Stati Uniti al petrolio iraniano. La potenzialità destabilizzante del controllo russo e iraniano sulla linea T non costituisce una minaccia solo per Israele. Dovrebbe preoccupare anche gli Stati Uniti e tutti i loro alleati.

Israele, in quanto paese in prima linea, dovrebbe modificare la propria strategia: varare una politica di “rispetto e sospetto” rispetto alla Russia e cercare di svegliare l’amministrazione Trump dal suo torpore. La domanda a cui non ci si può sottrarre è: siamo sicuri che tutti i giocatori dalla nostra parte giocano con le mani pulite?

(Ha’aretz)

 

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