Il sangue innocente e le belve
Sono passati diciotto anni
dalla strage della pizzeria Sbarro

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L’attentato alla pizzeria Sbarro di Gerusalemme

Il 9 agosto ricorre il 18esimo anniversario di una giornata tetra, il giorno in cui Ahlam Tamimi prelevò con tutta calma Izz-al-Din Shuheil al Masri dalla sua casa di al-Aqabah, in Giudea (Cisgiordania), e lo portò serenamente alla pizzeria Sbarro di Gerusalemme. Quello infatti era il luogo che la signora Tamimi aveva accuratamente scelto, proprio perché era un ristorante popolare frequentato da famiglie, singoli ed ebrei di ogni età.

L’attentato del 2002 alla pizzeria Sbarro di Gerusalemme

Era una giornata afosa e molti giovani studenti in vacanza erano da Sbarro a passare il tempo. Tra di loro c’era anche la studentessa Malki Roth, entrata nella pizzeria con la sua migliore amica, Mihal Raziel. In quello stesso momento entrò Izz Al-Din, che portava con sé una custodia di chitarra piena di esplosivo, dadi, bulloni e chiodi, e indossava un giubbotto esplosivo da attentatore suicida.

Si fece esplodere, uccidendo 15 persone tra cui otto minorenni. Due degli assassinati erano cittadini americani: Malki Roth, di 15 anni, e Judith Greenbaum, di 31 anni, incinta di cinque mesi. Una terza americana, Chana Nachenberg, versa tutt’ora in stato vegetativo.

Malki Roth

Subito dopo l’attentato, Ahlam Tamimi si trovava su un autobus palestinese di ritorno a Ramallah e successivamente ha descritto cosa accadde quando arrivarono le prime notizie della strage, con il bilancio delle vittime che cresceva di minuto in minuto.

Ahlam Tamimi

Ahlam Tamimi

“Mentre il numero di morti continuava ad aumentare, i passeggeri applaudivano – ha raccontato alla  tv di Hamas Al-Aqsa – Non sapevano nemmeno che io fossi tra loro. Sulla via del ritorno  verso Ramallah , passammo un posto di controllo della polizia palestinese e i poliziotti ridevano. Uno di loro sporse la testa dentro l’autobus e disse: “Congratulazioni a tutti noi”. Erano tutti felici”…

E la cosa sconvolgente è che secondo un rapporto diffuso giovedì da Palestinian Media Watch, in questi anni l’Autorità Palestinese ha versato 3,2 milioni di shekel (910.823 dollari) ai sette terroristi che hanno contribuito a orchestrare l’attentato alla pizzeria Sbarro.

Izz-al-Din Shuheil al Masri

Izz-al-Din Shuheil al Masri

Tali pagamenti comprendono gli stipendi mensili ai terroristi ancora in carcere, i pagamenti alla famiglia del terrorista suicida Al-Masri e i pagamenti ai terroristi che sono stati scarcerati nel 2011 nel quadro del ricatto per la liberazione dell’ostaggio di Hamas Gilad Shalit. Oggi, l’Autorità Palestinese versa ogni mese 25.800 shekel (7.321 dollari) ai terroristi della strage.

In particolare, la famiglia di Al-Masri ha ricevuto 53.689 dollari, il costruttore degli ordigni Abdullah Barghouti ha ricevuto 213.848 dollari e Tamimi ha ricevuto 51.836 dollari fino alla sua scarcerazione. In una recente intervista alla tv Al-Jazeera, Tamimi ha affermato di non capire perché gli Stati Uniti vogliono la sua estradizione e perché venga definita terrorista.

(jns,JPost)

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