Il seme dell’odio

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“Occhio per occhio, dente per dente”. Un cecchino palestinese punta il suo fucile contro Aviv Levi, il soldato della Brigata Givati ucciso venerdì scorso a sangue freddo.

di Gianpaolo Santoro-

L’abbiamo scritto altre volte, la guerra è sempre qualcosa di sporco. Al di la di tutto. Ma ribadiamo nuovamente, c’è modo e modo di viverla e di farla.  Una guerra è ancora più sporca e più infame se c’è un esercito che combatte con regole precise, leggi, protocolli di intervento. E se non bastasse con una coscienza, un’anima, un cuore. E dall’altra parte solo delle iene assetate di sangue. E non bisogna avere il cuore che batte, batte forte per il sionismo, per rendersi quali abissali differenze ci siano da una parte o dall’altra del confine della Striscia.

Il terrorista ferito viene trasportato sulle spalle dai soldati dell'Idf

Il terrorista ferito viene trasportato sulle spalle dai soldati dell’Idf

Ricordate quel terrorista che aveva tentata di scavalcare la recinzione, ferito da un cecchino dell’Idf? Ricordate lo slancio dei soldati israeliani, incuranti del pericolo, che avendolo visto accasciato a terra, non ci pensarono due volte a soccorrerlo prendendolo in spalla per farlo trasportare in ospedale?

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Hamas, la culla dell’odio

Ora guardate con attenzione il cartellone pubblicitario che Hamas ha esposto in una piazza di Gaza City. Un cecchino palestinese punta il suo fucile contro un soldato israeliano. Il mirino è puntato alla testa di Aviv Levi, il soldato della Brigata Givati ucciso venerdì scorso a sangue freddo. Il testo arabo sottostante è, “occhio per occhio, dente per dente”. Questo cartellone è la carta di identità di Hamas è un’organizzazione criminale (riconosciuta come tale anche dal governo italiano, anche se molti lo dimenticano) nata   per annientare Israele.

In undici anni di controllo Hamas ha voluto tre guerre contro Israele sia nell’Operazione Piombo Fuso del 2008, che nell’Operazione Colonna di Nuvola del 2012 che nell’ultima guerra di quattro anni fa, nell’Operazione Margine di Protezione.

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Ma Hamas ha colpe che vanno ben al di là di tre sporche guerre. Non è solo responsabile della morte dei civili e dei soldati israeliani, è responsabile delle migliaia di vittime palestinesi mandate al massacro, è responsabile della crisi umanitaria in cui versa la Striscia di Gaza.

E poi c’è, forse, la colpa maggiore: quella di essere solo e soltanto una culla d’odio, di terrore e di sangue. Belve. Che dentro non hanno niente.  Solo il seme dell’odio.

 

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista