Il solito D’Alema
filo-palestinese
e antisraeliano

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di Gianpaolo Santoro –

Massimo D’Alema, ancora lui. L’ex premier non perde l’occasione per dimostrare la sua totale ostilità nei confronti di Israele. Intervenuto a L’Aria che tira la trasmissione che va in onda la mattina su La7  D’Alema nel fare un parallelo fra Craxi e Renzi ha affermato con l’inseparabile sorrisetto “Craxi era di sinistra, Renzi non lo è. Craxi frequentava Arafat, Renzi frequenta Netanyahu…”

Le posizioni filo palestinesi dell’ex Premier e dell’ex segretario Pds non sono certo una novità tutt’altro. Come dimenticare nel 2006 quando D’Alema era ministro degli esteri del governo Prodi il durissimo editoriale di Yedioth Ahronoth: “con D’Alema alla Farnesina – scriveva il popolare quotidiano di Tel Aviv- è la fine della luna di miele tra Italia e Israele. D’Alema infatti è noto per le sue prese di posizione filopalestinesi e in passato si è sempre espresso contro la costruzione della barriera in Cisgiordania e contro le operazioni dell’esercito nei Territori.”

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Come dimenticare quella volta che D’Alema arrivato in Israele venne accolto da parte di alcuni diplomatici col tradizionale “benvenuto in Israele” e che lui subito corresse “no, benvenuto in Palestina…”? O come quando affermò che le azioni terroristiche di Hamas sono “operazioni di resistenza all’ occupazione israeliana”? O ancora quella volta che parlando di Pace ad Assisi, prese il suo telefonino e mostrò il display: “E io sarei il filo-terrorista? Ecco i miei amici..” e comparve il numero di Abu Mazen.   “Il vero dramma  è che né Israele né la comunità internazionale hanno mai dato un risultato concreto alla leadership palestinese più pacifista e non violenta della storia: cioè Abu Mazen”.

O quando, ancora, scrisse al Corriere della Sera per rispondere ad una lettera dell’ambasciatore di Israele, Naor Gilon. “Le forze armate israeliane -scrisse D’Alema- si sono  rese complici dell’orrendo massacro di donne e bambini palestinesi compiuto dai loro alleati falangisti nei campi profughi di Sabra e Chatila”. Un duro attacco, fornendo una sua interpretazione arbitraria, di quella che fu una terribile tragedia.

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Ruth Dureghello

Insomma non ci sorprendono le dichiarazioni di D’Alema. La comunità ebraica romana, attraverso la presidente Ruth Dureghello ha stigmatizzato con fermezza la sua ennesima improvvida uscita. “Siamo seriamente preoccupati dall’imbarbarimento a cui stiamo assistendo in questa campagna referendaria – ha detto la Dureghello – Noi ovviamente non prendiamo posizione su Sì o sul No, ma se un ex premier italiano, per attaccare un avversario, cita un terrorista e lo confronta con il premier eletto di uno stato democratico, ovvero Israele, questo mi preoccupa ancora di più, soprattutto per il dopo. Se questo poi è detto poi da D’Alema, che in passato, nel 2006 in Libano, è andato a braccetto con i terroristi… Se per confrontarsi si evoca un terrorista come Arafat, responsabile di tanto e tanto male,  ancora da chiarire – ha concluso Ruth Dureghello – mi chiedo cosa succederà dopo? Me lo chiedo come cittadina italiana e come ebrea. Ci si confronti sul merito e sui bisogni reali del nostro Paese”.

 

 

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista