Il terrorismo islamico
Il suicidio dell’Occidente

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Usman Khan,  il killer di London Bridge

di Giulio Meotti

Il terrorista islamico del London Bridge è stato rilasciato dopo appena 8 anni nonostante avesse complottato per far saltare in aria la Borsa di Londra e cercato di mettere su un campo d’addestramento alla Jihad. Due innocenti sono morti a causa del lassismo giudiziario occidentale.

This undated photo provided by West Midlands Police shows Usman Khan. UK counterterrorism police are searching for clues into an attack that left two people dead and three injured near London Bridge. Police said Saturday, Nov. 30, 2019, Khan, who was imprisoned six years for terrorism offenses before his release last year stabbed several people in London on Friday, Nov. 29, before being tackled by members of the public and shot dead by officers on the London Bridge. (West Midlands Police via AP)

Usman Khan

Prima dell’attacco il jihadista stava partecipando a un evento a Londra ospitato da Learning Together, organizzazione che lavora nell’istruzione dei carcerati.

Abbiamo la pretesa di “deradicalizzare” gente pronta a morire per uccidere e di controllare con un braccialetto elettronico chi indossa un finto giubbetto esplosivo per farsi sparare e andare in paradiso. Se gli avessero dato almeno 30 anni, come si meritava, non saremmo qui. In un sistema normale e non decadente, in carcere ci sarebbe morto.

 

 

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