Il tesoro delle anfore
ingoiate dal mare

Circa 1.300 anni fa una nave lunga 25 metri affondò a poche decine di metri dalla costa di Israele. Molto probabilmente nessuno perì nel naufragio,ì ma l’abbondante carico, che comprendeva 103 anfore piene di prodotti agricoli più numerosi oggetti quotidiani usati dall’equipaggio, finirono sotto la sabbia del fondale dove sono stati rinvenuti per la prima volta nel 2015 da due membri del vicino kibbutz Ma’agan Mikhael, circa 35 km a sud di Haifa.

Esplorato dal 2016 dall’Istituto Leon Recanati per gli studi marittimi dell’Università di Haifa, il relitto sta offrendo agli archeologi una messe di dati sulla vita nella regione, sulle rotte commerciali e sui metodi di costruzione delle navi al tempo del passaggio da regime bizantino a islamico. Il sito presenta il più grande carico di anfore per merci di epoca bizantina e paleo-islamica scoperte finora in Israele.

Deborah Cvikel

Dei sei tipi rinvenuti, due sono senza precedenti. I primi risultati degli scavi sono illustrati in due lavori accademici recentemente pubblicati sulle riviste Levant e Near Eastern Archaeology. I ricercatori ritengono che, prima di affondare, la nave avesse fatto scalo a Cipro, in Egitto e forse in un porto lungo la costa d’Israele. “Stava decisamente viaggiando in tutto il Levante”, spiega al Jerusalem Post Deborah Cvikel, dell’Università di Haifa, autrice di entrambi i lavori.

Le iscrizioni trovate dagli archeologi hanno fornito uno scorcio dell’affascinante complessità del periodo, con lettere sia greche che arabe, nonché simboli religiosi cristiani e musulmani. “Non sappiamo se l’equipaggio fosse cristiano o musulmano, ma abbiamo trovato segni di entrambe le religioni” sottolinea la studiosa. I prodotti trovati nelle anfore comprendono olive, datteri, fichi, lische di pesce, pinoli, uva e uva passa. Finora, afferma Cvikel, “non abbiamo trovato alcun osso umano e ipotizziamo che, poiché la nave affondò così vicino alla costa, nessuno sia morto nel naufragi

(Israelenet)

 

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