Il “tesoro” di Franz Kafka
alla Biblioteca nazionale israeliana

epa07760273 Israeli Stefan Litt, the NLI (The National Library of Israel) Humanities Collection curator and archivist responsible for the archive shows the Last Batch of Max Brod and Franz Kafka papers after decades in Swiss Vault, during a press conference at the National Library of Israel in Jerusalem, Israel, 07 August 2019. According to the NLI (The National Library of Israel): The Max Brod archive includes dozens of handwritten letters sent by Kafka to his friend Brod, including a number of postcards. letters, manuscripts, journals, notebooks, sketches and more , have been transferred to the National Library of Israel, following orders by Israeli and Swiss courts to open vaults in Zurich, which had stored the materials for decades. EPA/ATEF SAFADI

Quaderni con compiti in lingua ebraica, lettere personali, diari di viaggio, le bozze di racconti e anche schizzi e caricature che dimostrano un’innata dote grafica di Franz Kafka: questi alcuni dei tesori presentati oggi alla stampa dalla Biblioteca nazionale israeliana. Ne è venuta in possesso di recente dopo una estenuante battaglia legale, iniziata nel 2007 a Tel Aviv, passata per la Corte Suprema di Gerusalemme e ramificatasi anche in Germania ed in Svizzera.

Franz Kafka & Max Brod,1907

Franz Kafka & Max Brod,1907

“Se quei documenti non fossero giunti a Gerusalemme – ha affermato il direttore della Biblioteca, David Blumberg – c’era il rischio che si sarebbero volatilizzati per sempre”, ossia che si sarebbero dispersi nei rivoli del mercato internazionale.

epa07760276 Israeli Stefan Litt, the NLI (The National Library of Israel) Humanities Collection curator and archivist responsible for the archive shows the Last Batch of Max Brod and Franz Kafka papers after decades in Swiss Vault, during a press conference at the National Library of Israel in Jerusalem, Israel, 07 August 2019. According to the NLI (The National Library of Israel): The Max Brod archive includes dozens of handwritten letters sent by Kafka to his friend Brod, including a number of postcards. letters, manuscripts, journals, notebooks, sketches and more , have been transferred to the National Library of Israel, following orders by Israeli and Swiss courts to open vaults in Zurich, which had stored the materials for decades. EPA/ATEF SAFADI

Questo inestimabile tesoro letterario proviene dagli archivi dello scrittore Max Brod, amico intimo di Kafka. In punto di morte questi aveva ordinato che tutta la sua produzione fosse bruciata. Brod – in fuga dai nazisti – la portò invece a Tel Aviv e ne iniziò la pubblicazione. Lui stesso – ha rilevato Blumberg – non pensava affatto di aver tradito il volere dell’amico.

“Per bruciare un archivio – diceva – basta un fiammifero. E se Kafka davvero lo avesse voluto, anche nelle sue condizioni di salute precarie, avrebbe potuto farlo da solo”. Dai documenti presentati oggi a Gerusalemme emergono nuove informazioni sul lavoro di Kafka.

epa07760274 Israeli Stefan Litt (unseen), the NLI (The National Library of Israel) Humanities Collection curator and archivist responsible for the archive shows the Last Batch of Max Brod and Franz Kafka papers after decades in Swiss Vault, during a press conference at the National Library of Israel in Jerusalem, Israel, 07 August 2019. According to the NLI (The National Library of Israel): The Max Brod archive includes dozens of handwritten letters sent by Kafka to his friend Brod, including a number of postcards. letters, manuscripts, journals, notebooks, sketches and more , have been transferred to the National Library of Israel, following orders by Israeli and Swiss courts to open vaults in Zurich, which had stored the materials for decades. EPA/ATEF SAFADI

Ci sono ad esempio tre versioni del racconto ‘Preparativi di nozze in campagna’: steso inizialmente su 58 pagine, fu condensato nella terza versione in sole cinque. Dagli archivi, conservati in quattro casseforti di una banca svizzera, Blumberg ha prelevato centinaia di documenti. Fra questi il diario di viaggio di una visita a Parigi compiuta da Kafka e Brod nel 1911.

epa07760272 Israeli Stefan Litt, the NLI (The National Library of Israel) Humanities Collection curator and archivist responsible for the archive shows the Last Batch of Max Brod and Franz Kafka papers after decades in Swiss Vault, during a press conference at the National Library of Israel in Jerusalem, Israel, 07 August 2019. According to the NLI (The National Library of Israel): The Max Brod archive includes dozens of handwritten letters sent by Kafka to his friend Brod, including a number of postcards. letters, manuscripts, journals, notebooks, sketches and more , have been transferred to the National Library of Israel, following orders by Israeli and Swiss courts to open vaults in Zurich, which had stored the materials for decades. EPA/ATEF SAFADI

A catturare l’attenzione dei giornalisti israeliani sono stati comunque i quaderni in cui Kafka cercava di impadronirsi della lingua ebraica. In uno degli esercizi – affidatogli dalla maestra Pua Ben Tuvim, una ebrea dell’allora Palestina che studiava a Praga – egli descrisse in dettaglio, scrivendo in ebraico con lettere in stampatello, lo sciopero degli insegnanti di Gerusalemme del 1922.

epa07760270 Israeli Stefan Litt (unseen), the NLI (The National Library of Israel) Humanities Collection curator and archivist responsible for the archive shows the Last Batch of Max Brod and Franz Kafka papers after decades in Swiss Vault, during a press conference at the National Library of Israel in Jerusalem, Israel, 07 August 2019. According to the NLI (The National Library of Israel): The Max Brod archive includes dozens of handwritten letters sent by Kafka to his friend Brod, including a number of postcards. letters, manuscripts, journals, notebooks, sketches and more , have been transferred to the National Library of Israel, following orders by Israeli and Swiss courts to open vaults in Zurich, which had stored the materials for decades. EPA/ATEF SAFADI

“Quegli insegnanti – scrisse – sono facili all’ira e difficili da accontentare”. Secondo Blumberg questi ed altri scritti confermano l’interesse di Kafka verso l’ebraismo e verso gli albori del sionismo. La versatilità grafica di Kafka è stata inoltre testimoniata da una serie di schizzi e di caricature, in parte sconosciuti, da lui realizzati durante gli studi universitari.

“Forse non era un Picasso – ha detto un esperto della Biblioteca – ma di certo aveva una buona mano”. Parte dei documenti dovranno essere restaurati. Tutti saranno poi digitalizzati e messi sul web a disposizione del pubblico. Consentiranno così agli estimatori di Kafka e agli studiosi di approfondire le proprie conoscenze di uno dei maggiori scrittori del secolo scorso.

 (Ansa)

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