Il trionfo della luce
I lumi di Chanukkah

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La channukkiah: l’accensione degli otto lumi del candelabro serve a ricordare la vittoria dei Maccabei contro gli ellenisti nel 165 a.e.v. e il miracolo dell’ampolla d’olio trovata nel Tempio sconsacrato.

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Nonostante fosse sufficiente per un solo giorno, l’olio dell’ampolla durò per otto giorni permettendo al popolo ebraico di riconsacrare il Tempio e diventando la ricorrenza emblema del trionfo della Luce sulle tenebre. Per ricordare quegli avvenimenti, le famiglie ebraiche nel mondo ancora oggi accendono – a iniziare la 25 di Kislev – per otto sere gli otto lumi della channukkiah – utilizzando lo shamash, la nona candela – e celebrando la vittoria della luce sul buio dell’idolatria e la gioia della libertà ritrovata.

img_20150510_181730Una festività che affonda le radici in una tradizione millenaria e la sua interpretazione in chiave moderna attraverso l’arte e il design. Sono queste le due anime racchiuse nella mostra Lumi di Chanukkah. Tra storia, arte e design protagonista al Triennale Design Museum dal 13 dicembre all’8 gennaio e dedicata alla ricorrenza ebraica nota come la Festa delle Luci.
Quaranta chanukkioth (candelabri rituali a nove braccia) disegnate da artisti e designer italiani e internazionali, parte della ricca collezione della Comunità ebraica di Casale Monferrato, saranno esposte al pubblico per raccontare il messaggio della festa, aprendo al contempo uno spazio di confronto innovativo tra arte ed ebraismo.

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Elio Carmi

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Antonio Recalcati

La collezione nasce dall’idea di Elio Carmi, designer, e Antonio Recalcati, artista, di rappresentare la spiritualità attraverso la reinterpretazione di un oggetto della tradizione, utilizzato nei secoli nelle famiglie ebraiche e legato alla sfera religiosa.  I diversi significati della festa sono stati rappresentati in opere contemporanee dai tanti artisti presenti nella collezione esposta alla Triennale.  Di anno in anno autori, ebrei ma anche cattolici, evangelici, protestanti, musulmani, hanno raccolto l’affascinante sfida di tradurre concetti come identità, libertà, riaffermazione di sé in oggetti d’arte, esposti al Museo ebraico di Casale Monferrato e di cui una parte alla Triennale.

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“La Triennale porta avanti una riflessione sul rapporto tra mondo del progetto e il tema del sacro nelle grandi religioni monoteistiche e, inoltre, continua il lavoro di valorizzazione dei giacimenti del design italiano diffusi su tutto il territorio, quale appunto la collezione di Casale Monferrato unica al mondo nel suo genere”  ha detto Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum

 

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