Il virus Cina

Donald Trump, Xi Jinping

di Niram Ferretti –

Le dichiarazioni di Mike Pompeo sulla Cina, una chiamata all’unione del mondo libero contro la muova tirannia, ci riporta con nettezza alla contrapposizione “amico”/”nemico” che, per Carl Schmitt, innerva la sostanza del politico e definisce una dicotomia insuperabile. Così è stato, nell’epoca della Guerra Fredda, tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Niram Ferretti

“Se il mondo libero non cambierà il Partito Comunista Cinese, la Cina comunista cambierà noi”, ma Mike Pompeo sa bene che una parte del cosiddetto “mondo libero” flirta con la Cina e sa altrettanto bene che l’unico paese liberale in grado di contrapporsi realmente con il proprio peso all’espansionisno del Dragone, a quello che Stephen Bannon, da anni chiama il suo “imperialismo mercantilista”, sono gli USA.

Mike Pompeo

Nel suo discorso, il Segretario di Stato americano ha ricordato come Richard Nixon, ammise di avere creato una sorta di Frankenstein attraverso la sua politica di distensione con la Cina.

La chiusura del Consolato cinese a Houston e l’arresto di tre ricercatori cinesi accusati dal Dipartimento di Stato di essere degli infiltrati all’interno delle istituzioni americane allo scopo di carpire conoscenza scientifica e tecnologica, riporta l’orologio indietro di molti anni, quando erano i russi quelli da tenere d’occhio e ci mostra come i nemici della democrazia si approfitteranno sempre del suo ventre molle.

Nikki Haley

Ai primi di maggio, Nikki Haley, ex ambasciatore USA all’ONU, durante un intervento in tv dichiarava: “Mentre l’Unione Sovietica stava diffondendo il suo controllo sull’Europa orientale dopo la Seconda guerra mondiale, l’allora ex primo ministro britannico Winston Churchill fu profetico nella sua descrizione di ciò che sarebbe bastato per sopravvivere all’impero comunista senza ricorrere alla guerra.

Winston Churchill

‘L’unica cosa da fare’, disse Churchill, ‘è convincerli che hai una forza superiore. . . è la strada più sicura per la pace’. All’epoca, la profezia di Churchill non era gradita nell’Ovest stanco della guerra. Tuttavia, i successivi presidenti degli Stati Uniti hanno ampiamente aderito al suo consiglio.

I comunisti sovietici non furono mai convertiti o persuasi. Furono sconfitti, soprattutto senza guerra, da una potenza economica, diplomatica e militare occidentale superiore e da una visione più determinata e stimolante dell’umanità.

Carl-Schmitt

La sfida odierna dei comunisti cinesi deve essere vista allo stesso modo. Come ai tempi di Churchill, la maggior parte degli americani non vuole saperne delle minacce epiche. Siamo stanchi delle continue battaglie con i terroristi e dei grandi pericoli e delle perturbazioni associate alla pandemia.

Con bugie e insabbiamenti, la Cina continuerà a cercare di nascondere la propria responsabilità su un virus iniziato a Wuhan, che sta uccidendo centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo e sta compiendo una distruzione economica indicibile.

Ma l’inganno riguardo al virus non è il peggior pericolo per il comunismo cinese. È solo il suo sintomo più evidente. A Hong Kong, ha arrestato importanti attivisti per la democrazia e sta tentando di criminalizzare le critiche al governo cinese.

Sta aumentando le sue azioni ostili nel Mar Cinese Meridionale, che attraversa un terzo delle spedizioni mondiali. A livello nazionale, ha notevolmente ampliato le sue capacità militari, creato uno stato di sorveglianza orwelliano e costretto oltre 1 milione di cittadini di minoranza nei campi di ‘rieducazione’.

Richard Nixon

A livello internazionale, ha assunto il controllo di agenzie delle Nazioni Unite come l’Organizzazione mondiale della sanità, ha esercitato la sua influenza sui paesi poveri con terribili contratti di debito e ha molestato i suoi vicini asiatici, nessuno più delle persone libere di Taiwan.

Dagli anni ’70 fino all’amministrazione Obama, i leader americani di entrambe le parti hanno operato secondo la teoria per cui più la Cina sarebbe diventata forte economicamente più libera e meno aggressiva sarebbe diventata. Nel caso della Cina, questa teoria è disastrosamente sbagliata.

Perché la Cina è diversa? Si torna alla spiegazione di Churchill. Il Partito Comunista controlla le forze armate, il commercio, la tecnologia e l’istruzione della Cina. Tutto ciò che i suoi leader fanno è finalizzato ad espandere il potere del partito.

Stephen-Bannon

È per questo che purificano etnicamente le minoranze, che impongono uno stato di sorveglianza, che non possono tollerare la libertà a Hong Kong, che insistono che subentreranno a Taiwan, che cercano di dominare i paesi poveri e le organizzazioni internazionali, che espandono il loro arsenale nucleare.

La Cina è una potenza pericolosamente diversa perché è fermamente impegnata in un’ideologia comunista che vede il suo sistema come superiore. Negli ultimi cento anni, abbiamo fermato la Germania due volte e l’Unione Sovietica per questo motivo. Ora affrontiamo una Cina comunista espansionista il cui potere economico supera di gran lunga qualsiasi cosa avessero i sovietici durante la Guerra fredda.

Questa non è la sola sfida americana; i paesi liberi devono unirsi per affrontarla. Come notò Churchill, la preparazione è la strada più sicura per la pace”.

E’ qui riassunto con chiarezza estrema quale sia l’approccio da adottare. Se la storia, magistra vitae, ci insegna qualcosa, è che, come in natura il predatore più forte ha la meglio sul più debole, chi detiene la forza maggiore, militare, economica, tecnologica, deve esercitarla al massimo, contro chi si vuole imporre usando questi stessi mezzi.

Le nazioni e gli imperi durano fino a quando hanno un forte senso di se stessi, le risorse necessarie al loro sostentamento e la determinazione di mettersi in gioco con risolutezza. E’ ancora la storia che ce lo insegna.

 

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