Il voto del parlamento europeo
“Il comunismo è uguale al nazismo”

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di Alessandro Gnocchi –

Il Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità una risoluzione che equipara nazismo e comunismo. La decisione ha fatto infuriare qualche stalinista fuori tempo massimo, ma, davanti alla firma del patto Molotov-Ribbentrop, c’è poco da discutere. Sovietici e nazisti erano alleati nei fatti e disposti a dividersi prima la Polonia e poi l’Europa. Stalin si fece cogliere di sorpresa da Hitler. Si fidava. Ma il Führer non sopportava le continue rivendicazioni territoriali di Molotov. L’«amicizia» con l’Urss rischiava di diventare troppo cara. La reazione dei compagni europei fu mettere la testa nella sabbia (con le dovute eccezioni). Il partito aveva sempre ragione. La mossa di Stalin avrebbe salvato la pace. Anni di lotta contro il nazionalsocialismo furono dimenticati in pochi giorni.

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Alessandro Gnocchi

La risoluzione dell’Unione europea parte proprio dall’alleanza del 1939 e arriva alla necessità di riconoscere un paio di fatti, generalmente minimizzati dai compagni.

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La firma del patto Molotov-Ribbentrop

Primo: mentre una parte dell’Europa iniziava la ricostruzione nel segno della libertà, un’altra era schiacciata dal comunismo. Secondo: i nazisti furono processati e i loro crimini sono noti. Invece, si legge nella risoluzione, «vi è ancora un’urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature».

E dire che un tempo suscitava sdegno mostrare la radice comune di nazionalsocialismo e comunismo, stabilendo un rapporto di parentela tra sterminio di razza e sterminio di classe. In Italia una posizione così netta urta ancora la sinistra nostalgica (forse non solo quella) che vive di falsità. Il socialismo reale non era una bella idea realizzata male. L’idea implicava l’inevitabile conclusione: repressione e schiavitù.

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Hitler e Stalin

L’eurocomunismo e l’indipendenza da Mosca erano favole. II Partito comunista non viveva grazie alla vendita di salamelle grigliate, ma grazie all’oro proveniente dall’Urss. I comunisti non hanno alcuna superiorità morale da rivendicare. Dopo il 1989 avrebbero dovuto avviare un processo di revisione della propria storia: si sono limitati a cambiare nome al partito.

Gli eredi del comunismo sono preoccupati dal ritorno del nazionalismo e del fascismo. Dovrebbero preoccuparsi delle nuove forme di socialismo: quello camuffato da ambientalismo e quello camuffato da umanitarismo.

(Giornale)

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