In Palestina un ragazzo su quattro
non frequenta più la scuola

epa06159665 Palestinian children walk outside their school on the second day of the new school year, at a school run by the United Nation, in Gaza City, 24 August 2017.  EPA/MOHAMMED SABER

A 15 anni, in Palestina circa il 25% dei ragazzi e il 7% delle ragazze non vanno più a scuola. E’ quanto emerge dal rapporto realizzato dall’Unicef Palestina e dell’Istituto di statistica dell’Unesco, in collaborazione con il ministero per l’Istruzione, sui minori che abbandonano gli studi. La frequenza scolastica è quasi totale tra i bambini di età compresa fra i 6 e i 9 anni, ma si riduce tra gli adolescenti.

Tra i motivi principali dell’abbandono c’è un’istruzione di scarsa qualità, spesso vista come un fattore non rilevante nelle vite dei ragazzi, la violenza fisica ed emotiva a scuola (sia da parte degli insegnanti che dei coetanei) e il conflitto armato.

Altro problema è l’accesso alle scuole visto che in Cisgiordania, i bambini sono spesso costretti ad attraversare numerosi checkpoint, blocchi stradali o aggirare gli insediamenti israeliani per arrivare in aula.

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“L’accesso a istruzione di qualità in un ambiente scolastico sicuro aiuterà tutti i bambini a continuare a frequentare la scuola e a sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie per progredire nella vita”, ha detto Genevieve Boutin, rappresentante speciale dell’Unicef in Palestina.
Nella Striscia di Gaza, invece, le aule sono sovraffollate: la media è di 37 alunni per classe. Fra coloro che sono iscritti dal primo al decimo anno scolastico, circa il 90% frequenta scuole organizzate su due turni. Ciò riduce le ore per l’apprendimento e la capacità degli insegnanti di seguire i bambini, soprattutto quelli che hanno difficoltà di apprendimento e comportamentali.

(Ansa)

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