Inquietante vicenda a Rimini
Il giallo della stella a 8 punte
Sfregio alla Memoria della Shoah?

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Gesto antisemita, burla o oscuro richiamo al famoso illustratore riminese Renato Zavagli? E’ difficile leggere il ritrovamento di una “stella artigianale” realizzata con fogli di cartoncino rosso davanti alla porta di una sede comunale a Rimini. Tutto da capire se effettivamente si tratti di un richiamo al simbolo ebraico della “stella di David” (tristemente utilizzata anche nei campi di concentramento per ‘marchiare’ gli ebrei) , dato che il manufatto ha otto punte e non sei (la stella di David è formata da due triangoli intrecciati).

Tutto avrebbe potuto immaginare l’illustratore riminese René Gruau (nome d’arte di Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate, morto nel 2004 a 95 anni), braccio destro di Christian Dior, ad eccezione che il depliant di una mostra a lui dedicata finisse per diventare un oggetto tanto misterioso e che ha destato inquetudine.

Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate

Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate

Come è noto il Comune lo ha letto come un gesto antisemita. I depliant in questione sono due quadrati, rossi e con la celebre “G” e la stella di Gruau in bella vista, sovrapposti a formare quella che l’amministrazione ha definito una Stella di David artigianale. Le punte però nella stella che rappresenta il giudaismo sono sei, in questo caso sono invece otto, come si diceva.

Due cartoncini quadrati fermati con scotch trasparente: sarebbe bastato piegarli per ottenere sei punte. La forma della stella è ottenuta dall’incrocio di due triangoli equilateri, uno col vertice rivolto verso l’alto e il secondo col vertice rivolto verso il basso.

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Il Comune di Rimini

L’oggetto è stato lasciato sulla porta dell’assessorato alla Cultura del Comune, in via Cavalieri. L’episodio è venuto alla luce quando un’addetta alla portineria dell’assessorato, rientrando in sede, ha trovato all’ingresso il cartoncino, appoggiato per terra.

Il Comune evidenzia che “è stato subito chiaro come non si trattasse di un semplice depliant caduto a terra, ma di un simbolo creato ad hoc e volontariamente lasciato all’ingresso di una sede che, significativamente, ospita anche l’ufficio dell’Attività di Educazione alla Memoria, progetto che l’Amministrazione porta avanti dal 1964”. Insomma, la possibilità ad uno sfregio alla Memoria della Shoah, anche se il colore del cartoncino, la forma del manufatto e qualsiasi assenza di rivendicazione lasciano trasparire  anche altre possibilità.

 (Riminitoday)

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