Iran e Hamas, patto di ferro

hamas-iran

Sono in netto aumento i segnali di riavvicinamento tra Teheran e Hamas, dopo circa tre anni di rapporti difficili a causa delle divergenze fra il movimento jihadista palestinese e la Repubblica Islamica circa il sostegno iraniano al regime di Assad in Siria. Lo afferma un rapporto diffuso martedì scorso dal Meir Amit Intelligence and Terrorism Information Center, un centro di ricerca i cui resoconti godono di notevole credito perché preparati da un mix unico di alti funzionari dell’intelligence, sia ex che in servizio.

video-Solimani

Qassem SoleimaniLa tv iraniana al-Ayam ha trasmesso un video in arabo   che mostra bambini palestinesi della striscia di Gaza portati  al confine con Israele a sventolare bandiere palestinesi e foto di Qassem Soleimani

Il “riavvicinamento” Iran-Hamas si è reso evidente, fra l’altro, nel numero crescente di visite di delegazioni di Hamas in Iran e delle dichiarazioni pubbliche di importanti esponenti di Hamas in merito “all’importanza del sostegno militare iraniano”. Durante la guerra civile siriana, Hamas, che è sunnita, e l’Iran, che è sciita, si sono ritrovati schierati su versanti opposti del conflitto, il che rese problematica la loro tradizionale collaborazione. Tuttavia, da quando è diventato chiaro che il regime alawita di Bashar Assad, allineato con Teheran, avrebbe sconfitto la parte sunnita per cui parteggiava Hamas, l’organizzazione palestinese ha cercato di scongelare i rapporti con l’Iran. “Fino a poco tempo fa – si legge nel rapporto – Hamas aveva mantenuto sul vago le sue dichiarazioni pubbliche circa il sostegno iraniano, e in particolare il sostegno militare”. Negli ultimi mesi, invece, questo atteggiamento è cambiato.

Qassem Soleimani

Qassem Soleimani

Per Hamas, il sostegno militare iraniano è particolarmente importante in un momento in cui le tensioni con Israele sono in aumento con la ripresa dello stillicidio di lanci di razzi dalla striscia di Gaza verso il territorio israeliano dopo la dichiarazione di Trump su Gerusalemme e la recente distruzione da parte di Israele di alcuni strategici tunnel per infiltrazioni terroristiche. “La dichiarazione di Donald Trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele – dice il rapporto – ha fornito all’Iran un’ulteriore opportunità per sottolineare il suo sostegno ai palestinesi e unirsi a Hamas nell’incoraggiare una nuova intifada contro Israele in Giudea e Samaria (Cisgiordania)”.

Il capo di Hamas Yahya Sinwar Soleimani ha detto chiaramente mettiamo a vostra disposizione tutte le nostre capacità

Il capo di Hamas Yahya Sinwar Soleimani “mettiamo le nostre forze a disposizione dell’Iran”

Dopo la dichiarazione di Trump, il comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Qassem Soleimani, ha parlato con personalità di spicco dell’ala terroristico-militare di Hamas e della Jihad Islamica palestinese, e ha ribadito esplicitamente la disponibilità dell’Iran a sostenerli in ogni modo possibile. “Le proteste palestinesi – continua il rapporto – hanno offerto l’occasione per promuovere gli interessi regionali dell’Iran”. Ad esempio, rifornire Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi di razzi e missili può servire per “dissuadere Israele da eventuali interventi” al confine con la striscia di Gaza.

i mag es

Secondo l’Amit Center, pur coi suoi “alti e bassi” la storia decennale del sostegno iraniano a Hamas e alla Jihad Islamica indica che, oltre a fornire armi, l’Iran garantirà fondi per la costruzione delle infrastrutture militari delle organizzazioni terroriste palestinesi, per il mantenimento delle loro forze, il trasferimento di know-how tecnologico e l’addestramento dei loro uomini da parte della Forza Quds, l’unità speciale delle Guardie Rivoluzionarie responsabile delle operazioni al di fuori dell’Iran.

Un altro motivo del disgelo delle relazioni Iran-Hamas e della sua pubblica rivelazione potrebbe essere il mutamento nella dirigenza di Hamas. “È possibile – dice il rapporto – che l’aumentata influenza dell’ala militare-terrorista dopo la recente elezione di Yahya Sinwar a capo di Hamas a Gaza abbia contribuito al riavvicinamento all’Iran”.

Reuven Ehrlich

Reuven Ehrlich

Spiega Reuven Ehrlich, direttore dell’Amit Center, che Sinwar e altri operativi dell’ala militare sanno bene che non esiste nessun altro soggetto che possa offrire loro forniture e supporto militari nella misura in cui lo fa l’Iran. Ehrlich non pensa che Hamas stia semplicemente usando le dichiarazioni pubbliche sulla vicinanza con Teheran per costringere il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ad ammorbidire i termini dell’accordo di unità nazionale che cerca di ottenere.

haniyeh flagz waver

Dallo scorso ottobre Fatah e Hamas hanno rilanciato le trattative per l’unità nazionale e hanno fatto alcuni iniziali progressi, ma sono rimaste bloccate sulla questione della consegna delle armi di Hamas al controllo dell’Autorità Palestinese. Secondo il rapporto, la riconciliazione con l’Iran probabilmente danneggia le relazioni di Hamas sia con l’Autorità Palestinese che con l’Egitto, ma Hamas deve aver preso la decisione strategica di andare avanti comunque alla luce delle sue imprescindibili necessità militari. In ogni caso, nonostante l’evidente miglioramento dei rapporti tra Hamas e Iran (e Hezbollah), Ehrlich afferma di non vedere segnali di disgelo tra Hamas e il regime di Assad, benché prima della guerra civile siriana vi fossero legami anche molto stretti tra le due parti.

(Jerusalem Post,Israelenet)

 

Condividi