Israele, aperta una inchiesta
sull’ “affaire” Facebook

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di Daniel Harkov

L’autorità per la privacy del Ministero della Giustizia ha dato avviso a Facebook di aver aperto un’indagine amministrativa sul fatto che il gigante dei social media abbia potuto violare i diritti di privacy degli israeliani.

Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg

Insomma si apre una inchiesta sul presunto abuso di decine di milioni di dati degli utenti di Facebook da parte della società di consulenza politica britannica Cambridge Analytica, la bufera che sta scuotendo gli Stai Uniti.

Secondo la legge sulla privacy di Israele, le informazioni private possono essere utilizzate da terzi solo per uno scopo  predefinito, e tali informazioni possono solo essere passate per altri scopi solo e soltanto con il permesso della persona di cui tratta l’informazione.

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L’autorità per la privacy del Ministero della Giustizia ha dichiarato che sarà questa la linea guida sulle quale ci si muoverà per determinare se i diritti degli utenti israeliani di Facebook sono stati o meno violati.

L’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg si è scusato per gli errori commessi dalla sua azienda sulla gestione improvvida di 50 milioni di utenti e ha promesso in futuro misure più severe per limitare l’accesso  a tali informazioni. “E’ stata una grave violazione della fiducia. Mi dispiace davvero quanto è successo. Abbiamo una responsabilità fondamentale per proteggere i dati delle persone. Non abbiamo protetto bene i dati, abbiamo commesso degli errori, c’è ancora molto da fare e dobbiamo fare un passo avanti e farlo”.

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