Jerusalemonopoli

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di Massimo Lomonaco   –

Comprare il Muro del Pianto? Da oggi si può: basta giocare alla nuova versione del Monopoli interamente dedicata a Gerusalemme. Come altre metropoli, tra cui anche Roma, Londra e New York, la Città Santa sbarca così sulle celeberrime caselle di uno dei giochi di società più noti al mondo e che lo scorso anno ha festeggiato il suo 70/o compleanno

Un percorso d’eccezione, con passi in avanti e soste impreviste, tra vie e monumenti ogni giorno visitati da migliaia di turisti che, d’ora in poi, potranno essere ritrovati al ritorno a casa. Oltre a acquistare il Muro del Pianto, magari si potrà salire su un treno a ‘Givaat Ha Takhmoshet’ (La Collina delle Munizioni) oppure aspettare un turno perchè la strada è chiusa a causa della fuga di una zebra dalla Zoo biblico. Sul tabellone del gioco ci sono istituzioni come la Knesset (il Parlamento), Il Monte Herzl dove sono sepolti i padri della patria, il quartiere dei religiosi di Mea Shearim (Le Cento Porte), il mercato chiassoso e famoso di ‘Machanè Yehudà, il Museo di Israele.

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«È la prima volta – ha spiegato ai media Eli Dagani di Kodkod, produttrice dei Monopoli in Israele – che il gioco è dedicato ad una città israeliana e per questo abbiamo voluto che riflettesse lo spirito di Gerusalemme». Una intenzione che si riverbera ad esempio nelle istruzioni del gioco, là dove viene spiegato come si «possano donare 150 shekel sulla strada del Muro del Pianto». O anche il fatto che una strada sia chiusa per la Maratona di Gerusalemme. Non è un caso che l’edizione sia uscita alla vigilia del 2017, a 50 anni da quella che gli israeliani celebrano come la riunificazione della città a seguito della Guerra dei Sei Giorni del 1967. Nel tabellone del gioco non appaiono però come oggetto di vendita o di acquisto luoghi come il Santo Sepolcro o la Spianata delle Moschee, ma altri invece che sono nella parte est della città, quella a prevalenza araba, come la Tomba di Davide o i Tunnel del Muro del Pianto. Una scelta che ha suscitato qualche critica. Dagani tuttavia ha ribattuto che il gioco è indirizzato ad un pubblico di israeliani ebrei e che l’obiettivo è stato soprattutto quello di «trovare posti che non creassero controversie». «La cosa più importante del gioco – ha aggiunto – è quella di portare la gente a giocare insieme. Aggiorneremo magari il gioco ed è possibile che in futuro il tabellone sia differente».

(Ansamed)

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