Israele, cannabis medicinale
I vaporizzatori per marijuana

Medical marijuana buds in large prescription bottle with branded cap on black background

Il Ministero della salute israeliano ha dato luce verde a un’azienda israeliana che produce vaporizzatori per marijuana, facendo probabilmente di Israele il primo paese al mondo a certificare tale dispositivo per scopi medici.

Kanabo Research, Tel Aviv

Kanabo Research, Tel Aviv

La Kanabo Research di Tel Aviv, una società di ricerca e sviluppo della cannabis medicinale, ha annunciato che il Ministero ha certificato il suo vaporizzatore VapePod per l’uso di estratti di cannabis medica.

“Un annuncio importante per i pazienti che usano cannabis medicinale in Israele, che potranno finalmente utilizzare il vaporizzatore medico” ha dichiarato Avihu Tamir, cofondatore e CEO di Kanabo.

Avihu Tamir,

Avihu Tamir

La somministrazione della cannabis costituisce da tempo un problema per i medici a causa della mancanza di un dosaggio preciso, un problema che Kanabo dice che può essere risolto con la graduazione costante e precisa di VapePod.

Il trattamento con la marijuana è disponibile, tra l’altro, per pazienti con dolore neurologico cronico, con diagnosi di sclerosi multipla e soggetti sottoposti a chemioterapia.

L’azienda Kanabo, fondata nel 2016, prevede di arrivare a vendite per 10 milioni di dollari entro tre anni sul mercato israeliano, mentre il commercio globale di cannabis locale a uso medico potrebbe toccare ricavi per 100 milioni di dollari nello stesso arco di tempo. Secondo la Reuters, nel 2016 gli investimenti internazionali in ditte israeliane di marijuana hanno superato i 100 milioni di dollari.

VapePod

Israele è fra i primi al mondo nella ricerca e sviluppo della marijuana medicinale, con quasi 300 coltivatori, imprenditori e produttori muniti di licenza per la produzione di cannabis medicinale. Tuttavia, ostacoli burocratici e scontri fra ministeri stanno minando la posizione del paese.

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Il governo ha detto che le esportazioni sarebbero state approvate entro il 2018, il che ha spinto le aziende a intraprendere investimenti multimiliardari. Tuttavia, a causa di ritardi anche da parte del Ministero della pubblica sicurezza, è probabile che l’export non inizierà prima del 2019.

I Ministeri della salute e delle finanze prevedono entrate fiscali da esportazione di marijuana fino a più di un miliardo di dollari all’anno. Israele ha preso sul serio la marijuana medica sin dagli anni ’60, con le pionieristiche ricerche di Raphael Mechoulam, il primo ricercatore a identificare il principale composto attivo della pianta, il THC (tetraidrocannabinolo).

(Israelenet)

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