Israele chiama i riservisti
Grandi manovre sul Golan

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di Lorenzo Vita

La calma apparente che circonda il confine fra Israele e Siria, dopo mesi di escalation militare, sembra destinata a interrompersi. Nelle giornata di ieri, le Israel defense forces (Idf) hanno avviato un’imponente esercitazione a sorpresa nelle Alture del Golan, chiamando a rapporto migliaia di riservisti.

Lorenzo Vita -

Lorenzo Vita –

Secondo quanto riferito dai media israeliani, le manovre dureranno diversi giorni. Tra l’oggetto dell’addestramento non solo gli spostamenti delle truppe ma anche una serie di esercitazioni a fuoco vivo.

Il portavoce delle Idf  ha sottolineato che tutto è stato pianificato in anticipo come parte delle esercitazioni del 2018 ed è volto a mantenere l’idoneità e la prontezza delle forze armate in caso di attacchi repentini.

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Le esercitazioni a sorpresa di domenica si inquadrano in una serie di grandi manovre di addestramento che hanno coinvolto tutte le forze armate israeliane nelle ultime settimane. Abbiamo già parlato parlato delle esercitazioni della Marina militare dello Stato ebraico, che aveva avuto come obiettivo quello di prepararsi in caso di scontro con Hezbollah nei pressi delle piattaforme di gas al largo delle coste israeliane.

Giovedì scorso, invece, sono terminate delle importanti esercitazioni dell’aeronautica militare che hanno avuto uno scenario di doppio fronte di guerra, il Sud e il Nord. In pratica, uno scenario che vede coinvolta la Striscia di Gaza e un altro che vede coinvolto il confine con Israele e con il Libano, dove le tensioni non accennano a diminuire nonostante l’apparente tranquillità delle forze di entrambe le parti.

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Le esercitazioni dell’aviazione israeliana hanno visto coinvolte centinaia di aerei da guerra ed elicotteri. Un addestramento in grande stile durato sette giorni e che ha visto operare le forze aeree sia di giorno che di notte. Scopo principale dell’esercizio, in particolare sul fronte meridionale, era quello di addestrare l’aviazione per migliorare il supporto aereo per i soldati impiegati sul terreno insieme a una serie di attacchi rapidi contro centinaia di bersagli a terra.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la scorsa settimana ha inviato un messaggio molto chiaro al presidente siriano Bashar al-Assad. Durante la sua visita di Stato a Londra, in cui ha tentato nuovamente di convincere il governo britannico a unirsi alla linea dura contro l’Iran e a stracciare l’accordo sul nucleare, il premier di Tel Aviv ha detto: “Non è più immune, il suo regime non è più immune. Se ci spara, come abbiamo già dimostrato, distruggeremo le sue forze“.

ראש הממשלה בנימין נתניהו מבקר בתרגיל חטיבתי של חטיבת גולני ברמת הגולן Photo by Kobi Gideon / GPO

Moshe Ya’alon e Benjamin Netanyahu’

“Penso che ci sia un nuovo calcolo che deve essere fatto e la Siria deve capire che Israele non tollererà il trinceramento militare iraniano in Siria contro Israele”, ha detto. “Le conseguenze non sono solo per le forze iraniane lì presenti, ma anche per il regime di Assad”, ha detto Netanyahu, che ha aggiunto: “Penso che sia qualcosa che dovrebbe prendere in seria considerazione”.

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