Israele-Egitto, la via del gas

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Israele, per la prima volta nella sua storia, esporterà gas naturale, in particolare verso l’Egitto. Lo ha reso noto il ministro dell’Energia, Yuval Steinitz, che ieri ha firmato i permessi che consentono l’avvio delle operazioni in due settimane con il trasferimento dal giacimenti di gas naturale Leviathan.

«E la più importante cooperazione economica tra i due paesi dal Trattato di pace del 1979», ha spiegato Steinitz ai giornalisti. «Israele — ha aggiunto il ministro — diventa così un esportatore di energia. La rivoluzione del gas naturale ci ha fatto diventare una potenza energetica e darà non solo enormi rendite allo stato, ma anche una significante riduzione dell’inquinamento dell’aria».

Yuval Steinitz

Yuval Steinitz

Scoperto nel 2010 dalla Noble Energy di Houston, il giacimento si trova 125 chilometri a ovest di Haifa, con riserve per i prossimi trent’anni. Israele esporta già gas naturale verso la Giordania dal 2017 dal giacimento Tamar, ma quello di Leviathan è molto più ampio.

Il quotidiano israeliano «Times of Israel» ricorda tuttavia che dalla scoperta di Leviathan i prezzi del gas naturale sono calati del 30-40 per cento in Europa e del 60-70 per cento in Medio oriente. Ciò — scrive il giornale — potrebbe sollevare interrogativi sulla fattibilità del progetto di costruzioni di gasdotti che da questo giacimento arrivino fino a Cipro, e da qui in Grecia e in Italia, il cosiddetto gasdotto EastMed.

 

(Osservatore Romano)

 

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