Israele food & wine/4
La cioccolata aerospaziale

Degustazione-cioccolato-di-Odette.jpg

di Sabrina Talarico *

Da alcuni anni  la proposta enogastronomica di Israele ha preso il sopravvento, con un’offerta considerata tra le più gustose e interessanti del Medio Oriente, che ha superato per elaborazione,  abbinamenti e presentazione dei piatti, la vicina “concorrenza” libanese. Cominciamo un viaggio ricca e variegata enogastronomia di Israele, dieci proposte  tra creatività e sostenibilità.   La cucina di Akko e la cioccolata Odette, ingegnere aerospaziale

Sabrina Talarico 2

Sabrina Talarico

Nurit Poran, giovane esperta di enogastronomia e guida culinaria per turisti, ci accompagna ad Akko, per gustare la cucina tipica e assolutamente unica (come tiene a specificare). Prima tappa, l’hummuseria “Al-Abed Abu Hamid”, nella città vecchia vicino al faro del porto, dove Ariin ci aspetta con le sue meze, colorati antipasti serviti in piccoli piatti come le tapas. La parola mezées (greco) è stata probabilmente presa in prestito dal turco, che è stato a sua volta preso in prestito dal persiano, e si trova in tutte le cucine del Medio Oriente.

Akko, humusseria Al-Abed Abu Hamid

Akko, humusseria Al-Abed Abu Hamid

Uno dopo l’altro, arrivano i piatti: hummus da spalmare sulla pita, ceci con erbe, polpette di ceci (i ceci spopolano), tahina (crema di semi di sesamo), shakshuka (piatto introdotto dagli ebrei tunisini), verdure varie. Il locale è davvero incantevole, coloratissimo, sul mare, carico di oggetti, foto e dediche di artisti arrivati qui da tutto il mondo. Tutti i tavoli sono firmati, così come ogni angolo del ristorante, incluso il bagno.

Ariin da Al-Abed Abu Hamid

Ariin da Al-Abed Abu Hamid

Nurit Poran ci accompagna a casa di una famiglia musulmana, dove ci attende un pranzo luculliano. Dopo le meze di Ariin, considerate antipasto, siamo già a buon punto, ma vale la pena di proseguire questa esperienza culinaria autentica. La casa è semplice e accogliente, passiamo dal salotto alla cucina, in corso di ristrutturazione.

Sbuchiamo nel cortile interno, dove all’ombra di tamarici e ulivi ci attendono burekas, fagottini di pasta sfoglia ripieni di formaggio, patate e verdure. Poi lenticchie, una salsa simile a tzatziki e una “pentolaccia” di involtini di foglie di vite ripieni di riso, carne, pomodori e zucchine. L’atmosfera è informale, il cibo saporito, la padrona di casa simpatica e disponibile a rivelarci alcuni segreti.

17359246_10154481522798226_6768127304871010215_o

Nurit Poran

Dopo meno di 3 ore passiamo alla degustazione del cioccolato di Odette, ingegnere aerospaziale che dopo una grave malattia ha deciso di lasciare il suo lavoro per dedicarsi ad una vita più semplice e a contatto con la natura. Da questa esperienza è nata l’idea di produrre cioccolato, avviando un’attività che ha ottenuto finanziamenti e già riscosso i primi successi di critica. Il risultato sono praline, anche farcite, che sembrano murrine. Lucidissime e decorate, farcite di cocco, limone, caramello, sesamo, noce, mandorle. La produzione è anche vegan free. L’effetto specchiato è ottenuto con il burro di cacao.

(4.continua)

* presidente del Gruppo Italiano Stampa Turistica

(Viaggiatore)

 

 

Condividi