Israele, il futuro dell’agricoltura

Un momento di matching tra startup israeliane e aziende da tutto il mondo nel contesto di Agrisrael 4.0

Agrisrael 4.0 è l’evento che mette in contatto startup innovative israeliane nel settore agri-food con aziende e partner internazionali

di Tommaso Cinquemani –

Agrisrael 4.0 è l’evento pensato per mettere in contatto startup innovative israeliane nel settore agri-food con aziende e partner internazionali.  Ogni anno nascono intorno alle 1.500 startup e anche se solo il 4% ha successo (negli Usa siamo all’1%) queste hanno una ricaduta importante sull’economia nazionale che deve il 13% del suo Pil proprio al settore dell’innovazione. Cominciamo un viaggio in questa agricoltura del futuro.

Tommaso Cinquemani

Tommaso Cinquemani

Camminando per le vie di Tel Aviv si respira aria di innovazione e voglia di fare. In questa metropoli cosmopolita che si affaccia sul Mediterraneo l’età media è di appena 30 anni (in Italia siamo a 45), i ragazzi vanno in giro su monopattini elettrici in sharing e il sogno di ognuno è fondare una startup e mettere a segno una exit milionaria. Cybersecurity, automotive e biotecnologie sono i settori in cui il paese vanta un primato globale, ma anche nell’agricoltura quella che viene definita la Startup Nation fa sentire chiara la propria voce.

Dal 2014 al 2018 gli investimenti in startup nel settore agrofood hanno toccato quota 759 milioni di dollari, per un totale di 278 deal. Numeri da record se si pensa che questo piccolo Stato, grande quanto la Sicilia, conta appena 8,5 milioni di abitanti. E che il territorio è semi-desertico, inadatto ad una agricoltura intensiva che invece gli israeliani hanno reso possibile grazie allo sviluppo di tecnologie innovative, prima fra tutte la microirrigazione.

Israele è uno dei leader globali nella ricerca nel settore agroalimentare

Israele è uno dei leader nella ricerca nel settore agroalimentare

Ma qual è il segreto del successo di Israele? Durante i workshop organizzati nel contesto di Agrisrael 4.0 è emerso che il modello della Startup Nation si basa su cinque pilastri.

Il primo è la Ricerca e Sviluppo. Il 70% del budget del ministero dell’Agricoltura (sostenitore di Agrisrael 4.0 insieme a quello dell’Economia, degli Affari esteri e all’Israel Export Institute) è destinato all’innovazione. E a pesare sono anche gli investimenti fatti da aziende locali e multinazionaliche in Israele trovano le skills di cui hanno bisogno.

E infatti il secondo pilastro è legato all’istruzione. Israele, fondata nel 1948, può vantare il terzo posto nella classifica globale dei Paesi con il sistema scolastico piú performante. Ingegneri, medici e programmatori hanno la fama di essere tra i migliori al mondo.

innovazione-israele

Cultura imprenditoriale. Per un paese piccolo, privo di risorse e isolato nella regione, l’unica vera ricchezza è l’inventiva dell’uomo e la sua capacità di creare business innovativi. Il governo lo sa e quindi fa di tutto per sostenere lo spirito imprenditoriale. Incentiva anche l’internazionalizzazione delle startup, ma disincentiva il loro trasferimento all’estero.

Il quarto pilastro è legato alla cooperazione pubblico-privato. Il governo attraverso i suoi ministeri e ad autorità nuove, come l’Innovation Autority, rendono più facile la vita degli imprenditori e arrivano anche a finanziare direttamente le startup più interessanti, coordinandosi con acceleratori e fondi di investimento.

Infine c’è il fatto di essere leader a livello globale per quanto riguarda l’hi-tech. Oggi le multinazionali che hanno funzioni di open innovation guardano ad Israele. Anche giganti dell’industria come Enel o StMicroelectronics sono presenti nel paese per sviluppare business innovativi. E ai giganti piace fare shopping: Google ha acquisito per 1,15 miliardi di dollari Waze, mentre Intel ha sborsato la bellezza di 15,3 miliardi per Mobileye. Nel settore agricolo Mexichem SA ha acquisito nel 2017 Netafim per 1,5 miliardi di dollari.

(1.Continua)

(Agrinotizie)

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