Israele ha nelle mani
il futuro del mondo

Giulio Meotti con le figlie di Lucia Formeron 3

Giulio Meotti con le figlie di Lucia Formeron

di Antonella Celletti –

 Premiato dalla Federazione delle Associazioni Italia-Israele Giulio Meotti ha presentato il suo ultimo saggio “Israele ultimo Stato europeo”.

Antonella Celletti

Antonella Celletti

L’Europa, crogiolo della civiltà occidentale, sta declinando e lo spirito europeo si sta affievolendo. Israele, a 70 anni dalla sua fondazione, è, al contrario, tuttora portatore dei valori della civiltà occidentale, in primis democrazia e libertà, più di molti paesi europei.

La sorte di Israele non è legata solo al popolo ebraico ma anche al destino dei non ebrei. In gioco c’è molto di più di quello che qualcuno può pensare: Israele ha infatti nelle mani il futuro del mondo. Basta leggere con obiettività la storia degli ultimi decenni: il campo di battaglia è tutto l’occidente e i suoi nemici ne vogliono piegare la civiltà, ma è Israele a essere l’entità più minacciata.

Niall Ferguson

Niall Ferguson

A questo proposito, Meotti ha citato lo storico Niall Ferguson che ha equiparato la Gerusalemme di oggi alla Vienna del 1683, ‘una città fortificata sulla frontiera della civiltà occidentale’. Se cade Israele – questo il significato – è come se nel 1683 fosse caduta Vienna, quando l’invasione musulmana arrivata alle porte della città fu respinta.

L'autobus colpito a Sderot dai razzi da Gaza

L’autobus colpito a Sderot dai razzi da Gaza

L’assalto a Israele è oggi parte di un attacco all’Occidente, per questo Israele è oggi la questione più importante sul fronte del panorama morale e politico dei tempi attuali. Insomma, la sopravvivenza di Israele è la nostra sopravvivenza.

Il premio consegnato a Meotti, istituito quest’anno per la prima volta dalla Federazione, è dedicato alla memoria di Lucia Forneron, la ‘storica’ presidente dell’Associazione Italia-Israele di Verona, scomparsa lo scorso anno.

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In suo ricordo è stato proiettato un filmato dove viene narrata per immagini, filmati e interviste la storia di due donne, Lucia, appunto, e Bianca, ragazzine di religione ebraica durante la promulgazione delle leggi razziali e l’invasione tedesca, con i rastrellamenti, le fughe, le paure, i pericoli, ma anche testimoni del coraggio di italiani che hanno aiutato ebrei in fuga rischiando la vita.

Il premio è stato consegnato al giornalista dalle due figlie di Lucia, che hanno ricordato il grande amore della madre per Israele e la sua costante e approfondita attività per continuare a mantenere viva la Memoria della Shoah.

 

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