Israele, i numeri del buongoverno

4309.0.791265296-kS-U432701002608487II-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Giulio Meotti 3

Giulio Meotti

Facendo un’ampia, accurata analisi di quello che rappresenta oggi Israele Giulio Meotti ha tra  l’altro scritto che “la pace Israele ancora non l’ha trovata, ma il suo rinnovamento è senza precedenti fra le democrazie occidentali. Come ha detto l’oracolo del capitalismo americano Warren Buffett quando ha investito cinque miliardi di dollari in Israele, “non è importante se un missile distruggerà uno stabilimento, perché lo si ricostruisce: ciò che è importante è il talento dei lavoratori”. Il piccolo Israele è il più talentuoso dei paesi occidentali. Il paese è stato appena nominato il terzo più innovativo al mondo dal World Economic Forum. Israele raccoglie venture capital pro capite a un ritmo trenta volte superiore all’Europa. Israele è da poco diventato il terzo paese al mondo per numero di start-up sull’intelligenza artificiale, secondo solo a Stati Uniti e Cina, mentre Tel Aviv è il terzo maggiore hub dopo San Francisco e Londra. Israele ha il più grande giacimento al mondo, ma non di petrolio, quanto di cervelli e idee. Al Global Innovation Awards di Pechino, due start-up israeliane sono arrivate prima e seconda. Alvaro Pereira, capo economista dell’Ocse, ha detto che “negli ultimi quindici anni l’eco – nomia israeliana è cresciuta più rapidamente e in modo più coerente di quasi ogni altro paese”. Non sono soltanto ricette economiche, è un modello culturale e di società”.

36609928_1083458298478280_7093534395134377984_n

8.455.500 La popolazione attuale di Israele. In crescita costante dagli anni Cinquanta: PopulationPyramid.net stima che nel 2050 sarà di 12 milioni e 610 mila abitanti.

* 1,8 milioni I cittadini arabi di Israele nel 2016, corrispondenti al 21 per cento della popolazione complessiva. Il 43 per cento degli arabi israeliani ha un’età di 18 anni o meno. Gli ebrei israeliani nella stessa fascia d’età sono il 32 per cento.

* 3,09 Il tasso di fertilità in Israele, ovvero il numero di nascite per donna. Con questo tasso Israele occupa la 64esima posizione mondiale, tra Gibuti e Haiti. Nelle prime nove posizioni, con tassi che vanno da 7,57 a 5,67, sono presenti solo paesi africani. L’Italia, con 1,37 nati per donna, si trova verso il fondo di questa classifica, al 184esimo posto su 195 (fonte Banca mondiale, dati agosto 2017).

402828

* 3,8 per cento La crescita del pil israeliano nel 2018, secondo le stime di fine anno. Nel 2017, secondo i dati pubblicati dall’Ufficio centrale di statistica israeliano (Cbs – Central Bureau of Statistics), il pil aveva registrato una crescita del 3,4 per cento, in lieve flessione rispetto al 2016 (4 per cento). La crescita media annua dal 2000 è del 3,3 per cento.

*4,2 per cento Il tasso di disoccupazione israeliano (un dato corrispondente quasi alla piena occupazione), in discesa rispetto al 2016, quand’era al 4,8 per cento.

* Le aziende israeliane quotate al Nasdaq, che fanno di Israele il terzo paese per numero di marchi presenti nell’indice dei titoli tecnologici della borsa americana dopo Stati Uniti e Cina.

* 5,8 Il punteggio, su un totale di 7, di Israele in fatto di innovazione nel rapporto 2017-2018 del World Economic Forum sulla competitività globale. Nella classifica mondiale, Israele è al terzo posto dietro alla Svizzera e agli Stati Uniti, che hanno lo stesso punteggio. Al quarto posto la Finlandia, al quinto la Germania, con 5,7 e 5,6 rispettivamente.

30076926_148236329348410_2162198459359166464_n

* 8.000 Le start-up che operano su tutto il territorio israeliano (un terzo ha sede a Tel Aviv) nelle stime di Startup National Central. La percentuale di start-up che riescono a crescere e a diventare vere e proprie aziende è pari al 4 per cento (negli Stati Uniti questo dato non supera l’1 per cento).

* 18 Gli Unicorni israeliani, ovvero le start-up valutate oggi almeno un miliardo di dollari, fondate in Israele o da israeliani. Cb Insights ne calcola complessivamente nel mondo 311, per lo più americani e cinesi.

*41,2 miliardi In euro, il valore nel 2017 delle esportazioni israeliane, cresciute del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente (principali settori: i servizi finanziari e quelli legati alle tecnologie dell’i nformazione e comunicazione). Le importazioni hanno avuto un aumento dell’8 per cento (55,3 miliardi).

*16° Il posto occupato da Israele nel rapporto 2017-2018 del World Economic Forum sulla competitività globale. La Svizzera si è confermata l’economia più competitiva per il nono anno consecutivo. Tra i paesi confinanti con Israele, la Giordania risulta al 65° posto, l’Egitto al 100°, il Libano al 105°.

3232

*19° Il posto occupato da Israele nell’Indice di sviluppo umano dell’Onu (dati 2017 su valori del 2015, calcolato tenendo conto dei tassi di aspettativa di vita, istruzione e reddito nazionale lordo pro capite. Al 1° posto c’è la Norvegia, l’Italia è al 26°*

74,9 per cento La popolazione ebraica di Israele (dato 2015). Secondo uno studio del Jewish People Policy Institute, l’83 per cento dei cittadini ebrei di Israele considera la propria nazionalità “significativa” per l’identità. Il 69 per cento cita la tradizione ebraica come importante.

 (Foglio)

 

Condividi