Israele-Italia-Vaticano
e il “problema Gerusalemme”

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di Ilan Brauner *

Tutto funziona bene nei rapporti fra Italia e Israele? Non proprio. Spesso l’Italia vota a favore delle risoluzioni di condanna a Israele nelle sedute dell’ONU, UNESCO e UNRWA, tutte emanazioni dell’ONU a costante dominio e preconcetto antisemita, antisionista e anti Israele.

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Ilan Brauner

Cito alcuni esempi: Gerusalemme, per cui l’Italia ha sempre appoggiato la tesi del Vaticano che non può appartenere a Israele e tanto meno essere la sua capitale. Già, il Vaticano.
Per Israele l’Italia e il Vaticano erano, o forse lo sono tuttora, un’unica entità politica e geografica.

Le radici sono storiche, visto il ruolo indiscusso del Vaticano nel creare il problema ebraico più di 2000 anni fa, nel coltivare l’antisemitismo di Stato, nel radicarlo nelle popolazioni anche non italiane a credo cattolico; per non parlare poi del Medioevo, dell’inquisizione, con conseguente ghettizzazione degli ebrei, specie in Italia.

cccccccccccccccccE arriviamo con un salto temporale alle leggi razziali del 1938 volute dal fascismo con il silenzio della Chiesa e non solo, fino alla Shoa di cui si deve ancora chiarire molto, se non tutto. Basti pensare che molti criminali nazisti sono transitati via Vaticano verso l’America Latina (pare anche Eichmann).

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Si approda così al 1947-1948 con gli ebrei finalmente nella loro patria, Israele, ma senza la “benedizione” del Vaticano, che continua ad ostinarsi a dire che Gerusalemme deve essere città aperta, internazionale. Ma perché?

Da lì una generazione di leader politici italiani filoarabi: Fanfani, Moro, Andreotti, D’Alema e Craxi, per citarne solo alcuni. Poi il “conflitto” in Israele con il clero cattolico di origine prevalentemente araba, antisraeliano nel midollo (basta ascoltare i racconti delle guide arabo-cristiane israeliane” che popolano tutti i tour turistici diocesani e non in Israele).

qqqqqSì è vero, ci sono Berlusconi, Fini, Salvini, per citare gli ultimi politici italiani pro Israele, ma il cuore politico non lo è. Da parte israeliana c’è astio per il boicottaggio da sempre del Vaticano, che alla fine ha riconosciuto (?) l’esistenza dello Stato ebraico solo 30 anni fa.
Si dice che il tempo di galantuomo ma Gerusalemme è una spina fissa nel cuore e nell’occhio di molti senza orizzonti pacifici.

L’UNESCO ha decretato con una risoluzione anti storica che Gerusalemme è araba e che gli ebrei non hanno alcuna base storica, politica e pratica per vantarne il possesso. Finché non verrà risolto il problema di Gerusalemme, i rapporti Italia-Vaticano e Israele rimarranno sulla porta.

*presidente dell’Associazione Italia Israele di Treviso

 

 

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