Israele, l’Idea

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di Beppe Severgini –

Provate a rispondere a queste domande.
(a) Solo due dei quattro evangelisti sono stati testimoni oculari della vicenda umana di Gesù Cristo: quali?
(b) Disponete, da nord a sud, queste tre regioni Samaria, Giudea, Galilea
(c) Il Monte delle Beatitudini si trova nei pressi di Cafamao, vicino a Gerusalemme o nel Sinai?

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Beppe Severgnini

Posso sbagliarmi, ma temo che molti tireranno a indovinare: sebbene siano battezzati e si professino cristiani. Scrivo al termine di una tiepida giornata di Shabbat a Tel Aviv, dove ho visto più bambini in sette ore che in Italia in una settimana. Sono arrivato in Israele per il matrimonio, oggi a Gerusalemme, di una giovane e brava collega, che mi ha aiutato, prima in televisione e poi a «7-Corriere». E sempre affascinante tomare qui.
Se si resiste alla tentazione di offrire soluzioni semplicistiche a problemi complicatissimi — lasciatele fare a Donald Trump, certe cose — Israele offre spunti continui.

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Ne scelgo uno: una nazione ha bisogno di un progetto. Quello di Israele è chiaro, qualunque cosa ne pensiate; e aiuta chi arriva. Il 56% della popolazione attuale viene da altri Paesi: eppure si sente parte di qualcosa che va avanti. Nonostante le differenze etniche; nonostante le divisioni politiche e religiose; nonostante le divergenze di opinioni (sugli insediamenti, sui territori palestinesi).

An ultra-Orthodox Jewish man holds a cup before dipping it in boiling water to remove remains of leaven in preparation for the Jewish holiday of Passover in the city of Ashdod April 5, 2017. REUTERS/Amir Cohen

Basta l’ebraismo a spiegare tutto? Non credo. Il nostro Davide Frattini, in questi anni, ci ha aiutato a capire Israele. Così, prima di lui, hanno fatto Lorenzo Cremonesi e altri.

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Indro Montanelli, le inchieste su Israele

Io non sono un esperto come loro: ho solo all’attivo molte letture e qualche viaggio. La prima volta, nel 1988. Mi spedì qui Indro Montanelli, e mi affidò a Dan Vittorio Segre (motivazione: «Ci sono posti che ogni giovane giornalista deve conoscere. Almeno evita di scrivere stupidaggini).
Trent’anni dopo, mi limito a una considerazione comparativa. Quello che colpisce, in Italia, è la mancanza di un’idea: cosa vogliamo diventare? Una nazione che chiede ai nuovi arrivati, insieme al rispetto delle regole, la conoscenza della storia e il rispetto delle tradizioni (come fanno Israele, il Regno Unito, gli Usa)?

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Una comunità consapevole che una religione non può pretendere l’esclusiva, ma in duemila anni segna il carattere e la visione del mondo?
Se così fosse, impegniamoci. Per ottenere rispetto dagli altri, occorre averne di noi stessi.

A proposito. Le risposte alle domande iniziali (a) Matteo e Giovanni (b) Galilea, Samaria, Giudea (c) Vicino a Cafarnao, sul lago di Tiberiade: è alto solo 150 metri.

(Corriere della Sera)

 

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