Israele si può criticare
Ma non bisogna mentire

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di Dario Annunziata –

Caro Gianluca Ferrara, mi scuserai se mi rivolgo a te con il più colloquiale “tu” in luogo del meno confidenziale “Lei”, ma è mio solito mettere l’interlocutore alla pari di chi parla o, come in questo caso, di chi scrive. Io non ti conosco (Ferrara è saggista e direttore editoriale di Dissensi Edizioni, ndr)di persona, né ho mai avuto modo di leggere qualche tuo scritto, eccetto qualche post sull’edizione on-line de “Il fatto quotidiano”. Io sono il segretario dell’Associazione Italia – Israele di Salerno ed è proprio per questo motivo che ti scrivo. Ho letto il tuo articolo “Criticare Israele si può. E non chiamatemi antisemita”  che riporto integralmente per consentire ai lettori di Italia-Israele today perchè abbiano piena consapevolezza di che cosa stiamo parlando.

“Dopo l’astensione degli Stati Uniti all’Onu, la risposta di Israele è stata inaccettabile e ha palesato quella tracotanza che caratterizza la politica estera di un Paese, la cui costruzione artificiosa, ha destabilizzato il Medio Oriente.

Non è permesso contestare la politica estera d’Israele. Guai a chi si permette di pronunciare una semplice verità e cioè che devono smetterla di accaparrare terre non loro. La macchina del fango subito si mette in azione e si è tacciati di essere discendenti di Hitler. Questo piagnisteo ipocrita deve finire. La Shoah è stata un orrore, una mostruosità, ma questo non significa che chi l’ha subita abbia il diritto di fare violenza su altri.

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In molti, dopo un post sulla mia pagina Facebook   mi hanno sollecitato a dar voce ai tanti che sono stanchi di ricevere la solita fallace versione da parte dei mass media. Il popolo palestinese da decenni sta subendo atrocità da parte di uno degli eserciti più potenti al mondo (il quarto). Nell’attacco a Gaza del 2008, quando fu usato fosforo bianco, secondo la ong “Palestian center for human rights” furono uccisi 895 civili e 167 poliziotti a cui vanno aggiunti 280 bambini e 111 donne.

In quei giorni, mentre Gaza era una prigione dalla quale non si poteva fuggire e non era permesso a imbarcazioni internazionali di portare soccorso, Israele continuava a ricevere armi dagli Stati Uniti con cui bombardava ospedali, centrali elettriche, infrastrutture idriche e scuole. L’Idf, dall’ inglese Israel Defense Forces, una volta giunto a Gaza dopo aver colpito più di 20.000 abitazioni, costrinse i bambini palestinesi a camminare di fronte ai loro mezzi trasformandoli in piccoli scudi umani.

L’8 luglio del 2014 ci fu l’operazione denominata “Margine protettivo”. Secondo Amnesty International quell’estate ci furono centinaia di attacchi aerei su tutta la Striscia di Gaza, che distrussero abitazioni sovente senza il preavviso sufficiente all’evacuazione né la previsione di rifugi e vie sicure; centinaia di strutture mediche; almeno sei scuole gestite dall’Onu (e complessivamente 137 scuole della Striscia di Gaza) e l’unica centrale elettrica di Gaza. Ma pensare di raccogliere in un solo articolo i crimini subiti dai palestinesi è come voler far entrare un capodoglio in una vasca da bagno.

E’ davvero grave quello che è accaduto in questi giorni. Venerdì scorso l’Onu ha chiesto a Israele di fermare gli insediamenti in Cisgiordania. Gli Stati Uniti, che sempre hanno appoggiato e sovvenzionato le azioni militari israeliane, si sono “permessi” di astenersi e all’Onu è passato lo stop ai nuovi insediamenti. Il premier israeliano Netanyahu, in tutta risposta, ha subito dato l’ok per la costruzione di 618 nuove case. L’arroganza d’Israele rende questo Paese un ostacolo per la pace e per la sicurezza del Medio Oriente. L’antitesi di ciò che ha sostenuto il premier israeliano che ha anche criticato John Kerry, segretario di Stato Usa, sostenendo che è stata “attaccata l’unica democrazia in Medio Oriente”.

Israele in realtà è tra le cause principali della destabilizzazione del Medio Oriente. Si pensi al fatto che sono in molti a pensare che appoggi l’Isis per abbattere Bashar al Assad. Possiede un numero consistente di ordigni atomici e adotta politiche terroriste contro la Palestina. Purtroppo nessun grande quotidiano o tv esplicita questo semplice dato di fatto. I mass media occultano la verità non spiegando in che condizione di ingiustizia si trova il popolo palestinese a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sarebbe il caso che sempre più forte si alzasse alta la protesta contro le velleità dei sionisti che hanno già rubato troppi acri di terra ai palestinesi.

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E specifico che il termine ‘sionista’ non equivale a ‘ebreo’, anzi gli ebrei sono ostaggio di questo gruppo che ha tra uno dei suoi padri David Ben Gurion. Con l’elezione di Donald Trump la situazione in Medio Oriente peggiorerà. Il legame economico del Tycoon con le élite israeliane soffocherà ancor di più il desiderio di giustizia dei palestinesi. Come scrisse Vittorio Arrigoni: “Qualcuno fermi questo incubo. Rimanere immobili in silenzio significa sostenere il genocidio in corso. Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo ‘civile’, in ogni città, in ogni piazza, sovrastate le nostre urla di dolore e terrore. C’è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto. Restiamo umani”. Sin qui il tuo articolo.

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Già dalle prime parole avevo immaginato che si trattasse di un articolo fortemente diffamatorio nei confronti di Israele, ma non avrei mai immaginato di leggere così tante infamie, menzogne, bugie, omissioni ed attacchi nemmeno velati nei confronti di una nazione estera che ha tutto il diritto ad esistere. Nel tuo scritto esprimi una tracotanza figlia di un’ignoranza senza pari e, poiché nel nostro Paese chi non sa insegna e chi sa apprende, ti arroghi il diritto di indottrinarci sulla cattiveria degli israeliani e dell’Idf, da te descritta come un insieme di uomini con l’unico scopo di distruggere, annientare, uccidere bambini, donne ed uomini palestinesi.

Western Wall employees remove messages and prayers, written on pieces of paper by thousands of people addressed to God, from the cracks of the Jewish holiest site in Jerusalem's Old City on March 28, 2012, in preparation for the up coming Jewish Passover holiday. Passover begins the April 6, with the sunset to commemorate the Israelis' exodus from Egypt some 3,500 years ago and they commemorate their ancestors' plight by refraining from eating leavened food products. AFP PHOTO /AHMAD GHARABLI (Photo credit should read AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images)

Carissimo Gianluca, potrei stare qui a dirti di studiare, leggere, andare in Medio Oriente, ma sarebbe inchiostro sprecato, poiché qualunque cosa potrei mostrarti o farti leggere non riuscirebbe ad intaccare di una virgola la tua posizione. E sai perché? Perché essa è figlia di un pregiudizio unico nel suo genere, singolare e quanto mai preliminare a qualunque discussione si voglia fare in merito. Tu apri il tuo intervento affermando che “Dopo l’astensione degli Stati Uniti all’Onu, la risposta di Israele è stata inaccettabile e ha palesato quella tracotanza che caratterizza la politica estera di un Paese, la cui costruzione artificiosa (sic), ha destabilizzato il Medio Oriente”.

Bene, questo è il tuo punto di partenza. Tu ritieni Israele uno Stato senza alcun diritto, una Nazione creata in modo “artificioso” che ha destabilizzato un’intera Regione. Per te Israele rappresenta l’origine di tutti i mali del mondo, centro di un universo spietato dal quale promanano terrore ed odio. Per te Israele è una non-Nazione, che va pertanto distrutta ed annientata, perché solo così si può “stabilizzare” il Medio oriente. E tralasciamo le infamanti ed infondate accuse da te rivolte di “appoggiare l’Isis per abbattere Bashar al Assad e adottare politiche terroriste contro la Palestina”.

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Si, tralasciamo la parte in cui affermi che “Israele rappresenta un ostacolo per la pace e per la sicurezza nel Medio Oriente”. Tralasciamo tutto. Ma non posso e non voglio tralasciare l’assunto di partenza secondo cui Israele non ha diritto ad esistere, perché quello si che destabilizzerebbe il mondo intero. Basta quella convinzione a renderti un interlocutore incapace di argomentare, non credibile e parziale. E sarebbe inutile spiegarti che se è vero che “ebreo” non significa “sionista” è anche vero che l’antisionismo non è che una maschera dell’antisemitismo, come ha spiegato qualcuno molto più dotto e credibile di me.

Si, sarebbe inutile. E quindi non mi resta che salutarti augurandomi un’unica cosa: che tu vada in Israele e che nessuno si avvicini a te pronto ad accoltellarti per rendere giustizia alla causa palestinese. Basterebbe stare nella non-Nazione qualche giorno, magari a Sderot o Ahskelon, per capire in che modo sono costretti a vivere migliaia di israeliani. Ma pochi giorni sarebbero comunque troppi per te. E quindi, forse, basterebbe un solo giorno, sperando che il “tu” che ti ho rivolto all’inizio non diventi un “Lui”. Solo così, forse, potrai capire che così come esistono l’Italia, la Francia, la Spagna e qualsiasi altra Nazione al Globo, allo stesso modo esiste Israele. E se annientiamo Israele, perché non annientare anche l’Italia, la Francia, la Spagna?

 

 

 

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