Israele tende la mano a Gaza
Piano da un miliardo di dollari

epa04341587 A Palestinian man holds his child in destroyed home in Beit Hanoun, northern Gaza Strip, 05 August 2014. Israel pulled its last soldiers out of the Gaza Strip on 05 August 2014, as a 72-hour truce went into effect after exactly four weeks of fighting with Palestinian militants. The Israeli army said its ground troops had withdrawn to the Israeli side of the border and would respond to any attacks. EPA/OLIVER WEIKEN

di Giordano Stabile –

Israele sottoporrà un piano per la ricostruzione di Gaza da un miliardo di dollari, a una riunione di emergenza convocata a Bruxelles dai Paesi donatori, su iniziativa del ministro degli Esteri norvegese. Il piano arriva dopo il ritiro dei fondi Usa all’agenzia Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi e dopo che la stessa Onu ha definito la situazione nella Striscia «sull’orlo del collasso». 

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Giordano Stabile

Il piano israeliano è centrato sulla ricostruzione delle infrastrutture, a partire a impianti di desalinizzazione, linee elettriche e un gasdotto proveniente da Israele. Prevede anche il rilancio del parco industriale di Erez, sulla frontiera con lo Stato ebraico. In particolare, la linea elettrica ad alto voltaggio permetterà di raddoppiare le forniture a Gaza, dove l’elettricità manca fino a 20 ore al giorno. Nel piano è previsto anche un impianto per il trattamento delle acque e una moderna discarica. Quasi il 100 per cento dell’acqua corrente nella Striscia non è più potabile e questo sta portando a una emergenza sanitaria gravissima.

Gaza City, ingresso dell'ospedale cristiano Ahli Arab

Gaza City, l’ingresso dell’ospedale cristiano Ahli Arab

I costi sono stimati in un miliardo di dollari, che dovrebbero arrivare in gran parte proprio dai Paesi donatori. La riunione di emergenza a Bruxelles è stata convocata dal ministro degli Esteri norvegese Ine Eriksen Soreide, che presiede il forum, e dall’Alto rappresentante dell’Unione europea Federica Mogherini. Il summit arriva dopo la decisione di Donald Trump di tagliare i fondi all’Agenzia Unrwa, che assiste milioni di rifugiati palestinesi, soprattutto a Gaza.

La Striscia conta 1,9 milioni di abitanti su appena 360 chilometri quadrati e la situazione è resa insostenibile anche dall’impasse sulla riconciliazione fra Hamas e Al-Fatah, che finora non ha portato il ritorno degli amministratori dell’Autorità nazionale palestinese, cacciati dal movimento islamista nel 2007, come chiedeno anche le Nazioni Unite.

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Alla riunione di Bruxelles ci saranno anche il premier palestinese Rami Hamdallah e l’Inviato speciale della Casa Bianca Jason Greenblatt. Un’occasione per un primo faccia a faccia fra rappresentanti palestinesi e americani dopo la rottura seguita al riconoscimento da parte di Trump di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico. Il governo israeliano sarà invece presente con il ministro della Cooperazione regionale Tzachi Hanegbi e con il coordinatore delle attività nei Territori, generale Yoac Mordechai. Ci saranno anche i ministri degli Esteri di Egitto, Giordania e Marocco.

(Stampa)

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