Italia e Israele progettano il futuro

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di Fabiana Magrì –

Sul palco di OurCrowd, la conferenza internazionale degli investitori a Gerusalemme, la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, ha presentato, il piano strategico 2025 per l’Italia e l’ha portato in dote negli incontri a tu per tu con i grandi della Start-Up Nation, da Ami Appelbaum, presidente del CdA dell’Innovation Authority israeliana, a Erel Margalit, presidente del fondo di investimenti “Jerusalem Venture Partners”. 


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Fabiana Magrì

«L’Italia deve diventare la porta di entrata per l’Europa – ha detto in un incontro a cui ha partecipato anche l’ambasciatore Gianluigi Benedetti – Israele ha bisogno di scalare le sue innovazioni e noi di spingere le nostre aziende a diventare più innovative».

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Paola Pisano

Il tandem tra i due Paesi del Mediterraneo, che già pedala a gran velocità in comparti come l’aerospaziale, potrebbe essere pilotato verso altri settori di eccellenza naturale per l’Italia, come l’agrifood, la moda e la produzione.

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Come evoluzione del patto di collaborazione firmato a novembre tra Torino City Lab e l’Israel Innovation Authority, la missione del ministro Pisano intende ampliare l’accordo su scala nazionale.
«Vogliamo applicare l’intelligenza artificiale nel pubblico affinché diventi un richiedente d’innovazione. Così come dovrebbero fare le grandi aziende partecipate dallo Stato – come Fs, Poste, Rai – che possono aumentare la domanda di innovazione».

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Enel Tel Aviv

La ministra Pisano ha elogiato, come esempio da ripetere da parte di altre aziende, il caso di Enel che a Tel Aviv ha aperto un hub, supportato dai governi israeliano e italiano, per sviluppare innovazione e attrarre start-up.

Dal dialogo con il ministro dell’Economia israeliano, Eli Cohen, e con l’ambasciata italiana, è nato invece il progetto di un «Innovation Day», a Tel Aviv a giugno, dedicato a un settore specifico da individuare, per sollecitare incontri bilaterali tra aziende. «Per crescere come Paese – conclude – bisogna pensare a livello globale, importare le migliori competenze e spingere pubblico e privato a collaborare».

 

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