Judea Capta e Città di Davide

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di Dror Eydar –

Sono giunti a destinazione i quadri nell’ufficio dell’Ambasciatore a Roma. A destra una moneta e una medaglia: la moneta è la riproduzione di quella coniata dai Romani dopo la distruzione di Gerusalemme, e reca la scritta “Judea Capta”: un fiero soldato romano poggia a terra la sua lancia, mentre ai piedi di una palma siede una donna ebrea piangente. Così Roma celebrò la vittoria dell’impero e la sconfitta della Giudea nel 70 d.C.

1888 anni dopo, a dieci anni dalla fondazione dello Stato, Israele coniò una medaglia in risposta a quella antica moneta. Questa volta l’iscrizione era “Giudea liberata, anno 5708”; la palma rimane la stessa, ma accanto ad essa ci sono un uomo che pianta un albero nella terra della madrepatria e una donna che solleva gioiosa il suo bambino verso il cielo.
Moneta e medaglia sono da oggi appese alla parete dell’ufficio dell’ambasciatore israeliano a Roma.

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“Judea Capta”

Di fronte è appesa un’altra immagine: la Città di Davide, la cuspide meridionale del Monte del Tempio e la città biblica all’interno della quale il nostro Re David stabilì la capitale del Regno di Israele dal X secolo a.C. Negli ultimi 30 anni sono state fatte enormi scoperte archeologiche e storiche, legate alle nostre profonde radici a Gerusalemme.

Tra le altre cose, c’è il sigillo del re Ezechia (VIII secolo a.C.) recante le parole in antico ebraico: “Ezechia figlio di Acaz, re di Giuda”. Ho portato con me a Roma da Israele alcune copie della riproduzione del sigillo, e di tanto in tanto ne regalo una a qualche importante personalità italiana, aggiungendo: saluti dal nostro re Ezechia, rampollo della Casa di Davide.

sigillo del re Ezechia

Il sigillo del re Ezechia

Più in là intendo riempire la libreria dell’ufficio con libri di letteratura ebraica, a partire dalla Bibbia, passando da Mishnah, Talmud, Zohar e altro ancora, fino ai nostri giorni. Il nostro biglietto da visita come popolo del Libro (popolo dei libri), un enorme tesoro di saggezza come nessuna altra nazione ha saputo fornire ai suoi discendenti e al mondo.

È vigilia di Shabbat “Vayechì”, in cui si legge il passo di Genesi “E Giacobbe visse nel paese d’Egitto”. Giacobbe è Israele. Il popolo di Israele è vivo.

 

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