L’8 settembre e la “Patria sospesa”

 

di Tullio Sonnino

Ho rivisto il documentario “La Patria Sospesa”, messo in onda da Rai1 lunedi 6 settembre, circa il cosiddetto armistizio dell’8 Settembre 1943.
Io l’ho visto in una doppia prospettiva, di chi quel periodo e quella data l’ha vissuta personalmente, e di chi oggi dall’Italia è lontano geograficamente e poco coinvolto culturalmente e politicamente.
Mi è sembrato che chiamare il documentario “ La Patria Sospesa” sia per noi ebrei diciamo, riduttivo.
Per noi ebrei allora la Patria si è rivelata inesistente, niente e nessuno dell’Italia ufficiale di allora ci ha ha considerato esseri umani. Già con le Leggi Raziali del 1938 eravamo considerati “sudditi “ di seconda categoria, ma con l’armistizio dell’8 settembre siamo diventati bestie da preda per i tedeschi. E se le parole sono pietre, invero, in carri bestiame siamo stati portati ai campi di sterminio.
Il non aver nemmeno accennato alla deportazione degli ebrei, iniziata proprio dopo l’8 settembre del 1943, a Roma in primis il 16 ottobre, poco dopo un mese dall’armistizio, mi è sembrato un’omissione voluta. Proprio ora quando in continuazione si parla e si fanno film su gli ebrei, spesso con riferimenti culturali e visivi sbagliati se non addirittura falsi, e ancora non ci si confronta con il comportamento del Vaticano, sia per quel che riguarda la difesa di Roma, sia a riguardo gli ebrei.

People at Bugrashov Beach in Tel Aviv watch the military airshow on Israel’s 71st Independence Day, May 9, 2019. Photo by Hadas Parush/Flash90 *** 

Come nel documentario è stato questa “l’Ora della Vergogna”.
E mi è dispiaciuto l’atteggiamento di Paolo Mieli, che4 non ha avuto il coraggio di parlare degli ebrei dopo l’8 settembre, Lui ebreo che di volta in volta nelle sue trasmissioni, fa riferimento alla sua origine ebraica e per di più livornese.
Gli italiani, non hanno ancora fatto i conti con il loro passato.
Di più non voglio scrivere, scusate lo sfogo, ma per me è stato necessario.

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