La città di Davide
ha ritrovato la luce

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di Noemi Penna –

Esiste davvero la città perduta di re Davide? Gli archeologi sostengono di aver trovato vicino a Gerusalemme le rovine di un villaggio risalente al mille avanti Cristo che avrebbe legami con la storia biblica.

Noemi Penna

Noemi Penna

Davide, re d’Israele, è una figura importante per tutte le religioni abramitiche: nell’ebraismo, da David della tribù di Giuda discende il Messia; nel cristianesimo è un antenato di Giuseppe, padre putativo di Gesù: nell’islamismo, invece, è considerato un profeta.

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Le sue vicende sono raccontate nel primo e nel secondo libro di Samuele, nel primo libro dei Re e nel primo libro delle Cronache. Ma anche se alcuni lo considerano una figura leggendaria paragonabile a re Artù, c’è chi sostiene di aver trovato dei plausibili legami alla storia raccontata nella Bibbia.

Lo scavo, guidato da Avraham Faust della Bar-Ilan University, ha riportato alla luce a Tel Eton, nella Giudea Shefelah, non lontano da Lachish, un tumulo artificiale costituito su fondamenta antiche, ovvero quella che si pensa essere Eglon, la città appartenente alla tribù di Giuda citata nella sacre scritture.

La datazione al radiocarbonio eseguita sulla pavimentazione e dei frammenti di fondamenta di un’abitazione dimostra che la città risale all’incirca allo stesso periodo in cui è vissuto re Davide.

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Avraham Faust

Avraham Faust

«Come gli stessi archeologi ammettono, non è la prova dell’esistenza di Davide. E’ la Bibbia ad attribuire a Davide e Salomone la formazione di un regno nella terra di Canaan, non l’archeologia», tiene a ricordare Francesca Stavrakopoulou dell’University of Exeter. Ma il professor Faust non ha dubbi sulle coincidenze evidenziate. «Fino a 25 anni fa nessuno dubitava che Davide fosse una figura storica». In ogni caso la scoperta ha portato alla luce quella che sembra essere una tipica casa israelita, comune nell’antico Israele ma rara altrove che «indicherebbe l’influenza del regno di Davide».

Ora, «a meno che non si trovino iscrizioni e consistenti riferimenti a re Davide  risalenti al decimo secolo avanti Cristo, tutto questo rimarrà solo una leggenda». Ma la ricerca continua, così come gli scavi, che sono visitabili su appuntamento.

(Stampa)

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