La Corte di cassazione francese
restituisce il Pissarro ai Bauer

«La raccolta dei piselli», Camille Pssarro, 1887

di Stefano Montefiori –

Gennaio 2017, retrospettiva dedicata a Camille Pissarro al museo Marmottan-Monet di Parigi. Tra le opere esposte c’è «La raccolta dei piselli», dipinta dal maestro impressionista nel 1887 e prestata al museo da Bruce e Robbi Toll, coppia di grandi collezionisti americani, ringraziati dai curatori. Ma nel piccolo e bellissimo museo dell’Ovest parigino una mattina arrivano tra visitatori anche i nipoti di Simon Bauer, commerciante francese ebreo appassionato di arte, al quale i nazisti espropriarono i quadri durante l’occupazione.

Stefano Montefiori

Riconoscono «La raccolta», e decidono di rivolgersi alla giustizia. Dopo oltre tre anni di battaglia legale, mercoledì la sentenza della Corte di cassazione francese: «La raccolta dei piselli» tornerà definitivamente alla famiglia Bauer. Simon Bauer, nato nel 1862, era un giovane senza istruzione ma geniale: commesso in un negozio, ha fatto subito fortuna nel settore delle calzature per poi vendere la sua attività a quarant’anni.

Camille Pissarro

I Toll non sono mai più rientrati in possesso dell’opera, ma hanno a loro volta fatto ricorso alla magistratura francese.

Il primo luglio, la Corte ha stabilito che il quadro tornerà ai Bauer, pur riconoscendo la buona fede dei collezionisti americani. «In virtù del decreto del 1945, gli acquirenti ulteriori di un bene espropriato non possono pretendere di esserne legittimi proprietari, anche se erano in buona fede».

Bruce e Robbi Toll

«La raccolta dei piselli», che negli ultimi tre anni era rimasta custodita dal museo d’Orsay, tornerà ai Bauer che devono ancora decidere la sua destinazione. Resta un problema: chi risarcirà i Toll, che hanno speso 800 mila dollari? «Ai miei clienti non dispiace affatto che la famiglia Bauer torni in possesso del quadro — dice l’avvocato Ron Soffer —. Quello che non accettano è il fatto di pagare per un crimine commesso non da loro ma dal regime di Vichy». Per questo i Toll faranno ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, chiedendo di essere risarciti dallo Stato francese

(Corriere della Sera)

 

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