La “dichiarazione di guerra”
a Stati Uniti ed Israele

 

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Qais Hassan al-Khazali

di Francesco Semprini –

Qais Hassan al-Khazali è attualmente il leader di riferimento della galassia sciita irachena, amico fedele di Teheran, nemico giurato di Israele e degli Stati Uniti. Oggi ricopre l’incarico di segretario generale di Asaib Ahl Haq (Lega dei Giusti) che rientra nel più ampio ombrello della Unità di mobilitazione popolare. Ed è considerato il più abile stratega delle realtà paramilitari che operano nel Paese. Quando lo raggiungiamo si trova in una località imprecisata da dove, in esclusiva, risponde per iscritto alle domande de La Stampa. 


Francesco Semprini 2

Francesco Semprini

Cosa dobbiamo attenderci dopo l’attacco iraniano alla base di Ain al Assad?

«Quell’azione soddisfa solo il popolo iraniano determinato a vendicare il martirio del Generale Qassem Soleimani, ma non soddisfa gli iracheni che hanno perso un leader di grande rilievo, Abu Mahdi al-Muhandis, vice segretario generale di Kataib Hezbollah, l’uomo che con il sostegno dell’Iran ha sconfitto il terrorismo nel nostro Paese e in Medio Oriente».

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Asaib Ahl Haq

 

Vi accusano di essere al servizio di Teheran, cosa risponde?

«La nostra organizzazione è politica ma ha anche una ala militare alla quale appartengono sciiti e sunniti, è nata nella provincia di Salaheddine nel 2014 e ha avuto un ruolo rilevante nel combattere lo Stato Islamico. Non potremo mai dimenticare la generosità di Soleimani, quando l’Isis ha occupato due terzi dell’Iraq il generale ha messo a disposizione gli arsenali della Repubblica Islamica senza nessuna condizione. Lui e al-Muhandis sembravano un solo corpo, una forza straordinaria che ha sconfitto il terrorismo. Questo però gli Stati Uniti sembrano averlo dimenticato».

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IAbu Mahdi al-Muhandis

Quindi voi vendicherete anche l’Iran?

«Lotteremo fino alla fine contro l’occupazione americana dell’Iraq, e per realizzare questo obbiettivo useremo tutti i mezzi compresa la lotta armata. Vendicheremo l’uccisione di Abou Mahdi e degli altri caduti nel raid dell’aeroporto di Baghdad, oltre a tutti i martiri che hanno trovato la morte per mano degli americani. Tutti i combattenti sono stati allertati per l’imminente battaglia. Il prezzo del sangue di al-Muhandis è la fine completa della presenza militare americana in Iraq. La nostra risposta non sarà inferiore a quelle iraniana. Questa è una promessa».

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Bruciano le bandiere Usa e Israele

Il vostro obiettivo sono solo gli Stati Uniti?

«Gli americani sono malvagi e vogliamo che se ne vadano. Ma il nostro sforzo sarà anche rivolto a realizzare le speranze e i desideri a cui ha dedicato la vita il generale Soleimani, ovvero fermare il saccheggio perpetrato da Israele e garantire la prosperità della terra di Palestina nella sua interezza».

Trump ha detto che ricorrerà alla deterrenza, sarete in grado di essere più veloci di lui?

«Mi rivolgo al popolo americano: il vostro presidente, con le sue stupide decisioni, metterà sempre più a rischio i vostri interessi e causerà solo più morti e feriti tra i vostri soldati gli stessi che lui ha promesso di riportare a casa sani e salvi. E al Congresso dico che se rimarrà in silenzio e permetterà a Trump di prendere qualsiasi decisione, sarà complice e responsabile delle conseguenze. Ai politici di Washington dico che dovranno fare i conti con una potente risposta irachena che scuoterà la terra sotto i vostri piedi e trasformerà i cieli sopra le vostre teste in un inferno».

Ci sono altri militari stranieri sul territorio, compresi gli italiani, anche loro sono un obbiettivo?

«Non penso che le altre forze si opporranno al ritiro dall’Iraq. Non abbiamo nulla contro gli italiani, anzi in alcune realtà come in Libano c’è cooperazione con i nostri fratelli per il bene della popolazione civile. In ogni caso a tutti loro rivolgo un appello: rispettate il voto del nostro parlamento sovrano che prevede il ritiro di tutte le truppe straniere dall’Iraq. Se non se ne andranno e procrastineranno la loro partenza, saranno considerate forze di occupazione e saranno trattate di conseguenza».

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