La doppia vita dello zoo di Varsavia

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di Andrea Tarquini

A volte uno zoo può diventare luogo della Memoria. Accade a Varsavia, dove recentemente la villa in stile Bauhaus che ospitava il direttore del giardino zoologico, Jan Zabinski, e sua moglie, Antonia Zabinska, e gabbie per animali pregiati sotterranee dello zoo stesso divennero l’ultimo rifugio della salvezza per molti ebrei durante l’occupazione nazista.

Jan e Antonia Zabinski

Jan e Antonia Zabinski

I coniugi ne salvarono almeno tra cento e trecento, e anni fa furono insigniti dallo Yad Vashem del titolo di Giusti tra le nazioni. Una mostra li ha ricordati, ospitata in quella semplice ma bella villa bianca, la vivace Varsavia borghese ne vantava tante prima dell’aggressione nazista.

Magdalena Gross

Magdalena Gross

Antonia prese per prima l’iniziativa: quando vedeva ebrei camminare nello zoo non lontano dalla villa, cantava un’aria di un’operetta di Offenbach. Divenne il suo segnale. Singoli, poi a piccoli gruppi, furono nascosti nei sotterranei. La scultrice ebrea Magdalena Gross ringraziò regalando alla villa belle sculture di animali.

 

Jan e Antonia poi riuscirono a salvarli in tempo. Tinsero loro di biondo i capelli, li aiutarono a fuggire. Se le SS, la Gestapo, l’Ufficio Centrale per la sicurezza del Reich li avessero scoperti, sarebbero andati incontro alla morte più orrenda. Invece sopravvissero alla guerra, sempre schivi e riluttanti a ogni onore. Eroi polacchi, Varsavia e Israele oggi li ricordano. In tempi di solidarietà e coraggio spesso scarsi nel mondo.

(Repubblica)

 

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