La doppia vita di Moix

yann-moix-ushoahia

Yann Moix e la rivista antisemita

di Stefano Montefiori

Bambino picchiato dal padre, adulto studioso di ebraismo, difensore di Israele e a -mico di Bernard-Henri Lévy. Questo era il profilo pubblico dello scrittore e polemista 51enne Yann Moix. Fino a che il fratello Alexandre qualche giorno fa ha cambiato tutto con una lettera pubblica: «Yann è soprattutto un aguzzino, il mio», ha scritto denunciando decenni di violenze fisiche e mentali. Poi sono saltati fuori disegni e testi antisemiti realizzati da Yann Moix ventenne, che copriva di insulti perché ebrei Anne Sinclair, André Glucksmann e Bernard-Henri Lévy, che poi sarebbe diventato il suo più illustre amico.

Stefano Montefiori

Stefano Montefiori

Il caso Moix agita il mondo editoriale parigino. Lo scrittore racconta la crudeltà dei genitori (che smentiscono) nel romanzo Orléans, uno degli eventi letterari di fine agosto-settembre.

index

Il libro esce per la nobile casa editrice Grasset, e vorrebbe essere la consacrazione di uno scrittore che ha già vinto il premio Goncourt per l’opera prima nel 1996, il Renaudot nel 2013, e secondo l’odiato fratello Alexandre «ha solo due obiettivi nella vita: vincere il Goncourt e distruggermi».

Moix è noto in Francia anche per la verve polemica esibita nei talk show. All’epoca dell’affare Polanski ha scritto un pamphlet contro la Svizzera rea di avere arrestato il regista ebreo e perciò «antisemita».

Alexandre-Moix

Alexandre-Moix

Ha avuto poi un momento di notorietà lo scorso gennaio, quando ha detto di essere «incapace di amare le donne di cinquant’anni» trovandole «troppo vecchie». Censore severo con gli altri e indulgente con se stesso, Yann Moix ora è sbugiardato dal fratello Alexandre che ha vissuto nella sua ombra e non ha sopportato l’impostura definitiva di Orléans, il libro in cui Yann perfeziona l’immagine di bambino maltrattato.

190829-yann-moix-cambon-full

Risorge così un passato indifendibile. Non ci sono solo le vignette antisemite, che lui imputa all’incoscienza dei vent’anni. Nel 2007, molto più tardi, Yann Moix ha scritto la prefazione al libro di uno dei più noti negazionisti francesi, Paul-Éric Blanrue.

All’epoca Moix frequentava intellettuali antisemiti pluricondannati come Alain Soral (il sodale di Dieudonné) e Marc-Édouard Nabe. Loro sono rimasti ai margini, lui — non si sa se per opportunismo o convinzione — ha scelto un altro mondo. Con Orléans Yann Moix si è calato nella sua tragedia famigliare, ma ne è stato travolto.

(Corriere della Sera)

 

Condividi